Riceviamo e pubblichiamo.
di Lettera firmata
Ragusa – Salve, vorrei dire che dopo l’ennesima notte di follia a Marina di Ragusa, ho mandato una mail al Sindaco che vi inoltro.
Gentile Sig. Sindaco,
riceverà, ne sono certa, moltissime mail come la mia.
Mancavo da Marina di Ragusa da due anni nonostante abbia trascorso tutte le estati a casa dei nonni in centro, tra via del Quarnaro e via Amalfi. Marina è sempre stata un luogo di magia, anche da ragazzina. Con un gruppetto di amici uscivamo da soli e ci sentivamo al sicuro. Vorrei far fare queste esperienze anche a mia figlia undicenne: prendere la bici, andare con qualche amica da sola in giro durante il giorno sul lungomare, ma le confesso che ho paura. Non è solo la gioventù sbandata, gli alcoolici e la droga che gira a tutte le ore, soprattutto nei week-end, ma l’invisibilità delle forze dell’ordine. Sono poche, lo ammetto, ma in una crescita rapida della borgata, soprattutto in estate, con un aumento dei flussi turistici, io credo che si debba attuare un piano sicurezza diverso.
Personalmente vivo blindata nel week-end per difendere lo spazio di manovra antistante il mio garage, per avere la libertà di uscire utilizzando la mia automobile. Sono costretta a chiudermi in casa col condizionatore nelle sere del week-end perchè gli schiamazzi notturni non mi permettono di poter dormire. Che immagine offriamo della nostra perla al turista? Pessima, sig. Sindaco. Il Parco giochi per i bambini è impraticabile se non al tramonto, non perchè è più romantico, ma perchè non esistono zone d’ombra e anche per accontentarsi, visto che la zona ormai è sempre più sporca e fatiscente.
E infine, vogliamo controllare la speculazione commerciale? Comprendo che sia aumentato tutto, succede anche a Torino, ma pagare 22 € un piatto di spaghetti alle vongole esattamente come lo pago a Torino per me è solo una follia. Il caldo fa male a tutti, ma adesso non fa caldo, vorrei solo che quest’estate torni ad essere magica, come una volta, e non un sogno che svanisce. Il turista se lo freghi non torna più, il ragusano che vive lontano finché ha affetti torna a casa, poi se ne va altrove, perché la vacanza non deve essere sinonimo di salasso (economico, fisico e di stress).
Le auguro una buona estate
con osservanza
Giusy Cavalieri
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