Lettere in redazione
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07/01/2011 12:27

Il molo, come segno inequivoco di Sampieri

L'azione del mare, e degli uomini

di Lettera firmata

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Il Molo di Sampieri
Il Molo di Sampieri

Scicli – A guardare il molo bisognoso si cure, ieri Silvio mi raccontava come fu realizzato negli anni Cinquanta, con un’opera di semplice ingegneria idrauilica: “In condizione di mare piatto, fu prosciugata la zona dall’acqua con una barriera di sabbia. Cinquanta persone armate di caldarelle, gettavano prontamente cemento dentro le casseforme”.

Ora l’azione instancabile del mare, ne ha sottratto gli appoggi. Il molo – come un’unica lastra – rimane sospeso su pochi sostegni puntuali con il rischio di spezzarsi come un crackers. Per queste feste in un giorno di mare calmo un sub, nel rincorrere la preda, è sparito sotto il molo, segno che più in basso di ciò che appare, è completamente cavo.
I marinai, che bene conoscono lo stato di fatto, per ostacolare la furia del moto ondoso ed il lavoro di sottrazione della materia d’appoggio, hanno posto massi all’imbocco della cavità. La rampa di alaggio è ormai frantumata e le scale di scivolo delle barche verso il mare, si spezzano di frequente nonostante i cugni che i marinai pongono per diminuire il salto. Solo la pazienza dei pescatori e la loro perizia consente ancora la discesa delle pesanti barche di legno. Ormai, però, sia Nino che Tanino, sia Nuccio che Pinuccio sono stanchi di inventare percorsi per portare le barche al mare senza procurare danni alle attrezzature.
Speriamo il molo e le sue venerabili pietre, possano tornare nella conformazione di oggi, quella di sempre, perché – così proteso alla carezza del mare – è segno inequivoco di Sampieri.