di Redazione
Chiaramonte Gulfi – In un’epoca caratterizzata da modelli culturali uniformati e per niente legati alle tante realtà locali, fa un certo effetto sapere che anche i giovani, almeno una parte di loro, sono i protagonisti di un’attività che sembrava sepolta. A Chiaramonte, attorno al «Museo dello sfilato», che ha avuto il merito di non disperdere un patrimonio culturale e produttivo di tutto rispetto, mani esperte continuano a produrre ricami che riscuotono un indiscusso successo. Un lavoro che, se fatto bene, è anche un’occasione di guadagno alquanto consistente ed un’opportunità per sentirsi protagonisti di un pezzo significativo di storia siciliana. Il «Museo dello sfilato» di Chiaramonte Gulfi, allocato in una viuzza del quartiere San Giovanni, ricco di bellissimi ricami, realizzati tra la fine del ‘700 e tutto il ‘900, è diventato anche un luogo dove poter prendere contatti ed presentare tanti piccoli capolavori. Memore dell’adagio «non si finisce mai d’imparare», l’assessore al Turismo Antonella Occhipinti ha pensato d’istituire, all’interno della struttura museale, un corso di sfilato siciliano, curato dalla onlus «Mani d’oro» di Solarino, conosciuta a livello nazionale per professionalità nel campo della didattica e l’intensa attività culturale svolta. Con questo corso ci si prefigge di coinvolgere le generazioni più giovani e creare opportunità di lavoro, oltre a conservare un patrimonio culturale di prim’ordine, ricco soprattutto di manualità. L’assessore Occhipinti spiega, tra l’altro, che tra gli obiettivi prioritari di questo corso di sfilato siciliano c’è anche quello di rendere «le strutture museali luoghi d’incontro, non solo per i numerosi turisti e appassionati in visita, ma anche per i residenti e quanti credono che lo sviluppo di un piccolo comune della terra iblea, come Chiaramonte Gulfi, passa anche attraverso il recupero e la valorizzazione di ciò che per decenni ha caratterizzato la nostra cultura, laboriosità e dedizione».
Antonio Nicosia
Gazzettadelsud
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