Attualità
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31/08/2007 00:00

Il parco eolico torna a dividere. IdV: solidali con la Soprintendenza

di Redazione

Riecco il parco eolico. E puntuali tornano le polemiche. Quei pali che si vorrebbero montare sul crinale degli Iblei hanno un potere unico: riescono a dividere come nient’altro. E’ accaduto ogni volta che si è fatto riferimento al parco eolico, a cominciare dal 2004, quando per la prima volta il progetto della Ses ha fatto capolino nel nostro territorio. E la scena si è ripetuta puntualmente ogni volta che è stato compiuto un passo avanti verso la realizzazione della struttura, che, però, continua ad avere il no fermo della Soprintendenza.
La vicenda è rievocata in poche righe: la Ses (Societò eolica siciliana) mette a punto un progetto che prevede l’installazione di qualcosa come 136 aerogeneratori lungo il crinale dei monti Iblei. Arriva il primo no della Soprintendenza e, subito dopo, il sì condizionato del consiglio comunale: il numero venga notevolmente ridotto e gli aerogeneratori sistemati solo nell’area vicina alla discarica di Cava dei Modicani (in totale, se dovevano essere montati 84). Così la cosa sembra poter funzionare, anche se l’impatto di questi “grattacieli” è tutto da verificare, nonostante il parere favorevole sull’impatto ambientale.
L’ultima puntata è stata scritta qualche giorno fa. Il nuovo progetto della Ses, che prevede “appena” 43 aerogeneratori, di cui 31 nella zona di Cava dei Modicani, si scontra nuovamente con la Soprintendenza, che ribadisce il proprio parere negativo. Ed il sindaco Nello Dipasquale, invece di prenderne atto come si converrebbe tra enti diversi, arriva a parlare di una revisione dei rapporti con l’ente addetto alla tutela.
Poteva mancare la nuova polemica? Mai e poi mai, specie dopo la nuova, disastrosa esternazione di Dipasquale. E’ Italia dei Valori a prendere la palla al balzo e contestare a Dipasquale questo suo modo di agire: «Le affermazioni del sindaco – spiega il dipartimento territoriale di IdV – sono emblematica di una totale assenza di cultura istituzionale e amministrativa». A questo punto, IdV non può non rifare la storia di tutta la vicenda, con i vari “ammonimenti” giunti dalla Ses sotto svariate forme: «Il 6 dicembre 2004 – ricorda IdV – prima della discussione in consiglio comunale, i consiglieri, a scanso di pareri contrari, ricevono l’informazione di un’azione di risarcimento danni della Ses a carico della soprintendente Beatrice Basile per 13 milioni di euro; il 28 dicembre 2004, in Consiglio era prevista l’audizione della Ses ed invece si presenta un grosso gruppo con un giro da 20 miliardi di dollari; quando venne convocato il consiglio per discutere della convenzione, questa non si trovò perché “consegnata solo informalmente”; a ridosso del 17 gennaio 2005, data prevista per il consiglio comunale, cominciò una campagna d’informazione della Ses che preannunciava la selezione per un corso da tenere a giugno e, quindi, con la promessa di occupazione”.
Adesso IdV si dice curiosa di «conoscere alcuni dei selezionati di quel corso e la fonte di segnalazione». Rigetta subito l’ipotetica accusa di “cultura del sospetto”: «E’ realtà acclarata». Italia dei Valori è solidare con la Soprintendenza «dinazi all’abuso operato dal sindaco». E invita la soprintendente Vera Greco «a continuare con ancora più determinazione nel perseguimento delle funzioni a lei attribuite dalla legge, senza interferenze e senza condizionamenti».