Attualità
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12/06/2013 00:02

Il passo del gambero di Giovanni Cosentini e l’ascesa di Piccitto, l’outsider

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Un candidato che non è "calato"

di Redazione

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Cosetnini e Dipasquale
Cosetnini e Dipasquale

Ragusa – Il tifo è tifo, i numeri sono numeri. 

Qui si parla di numeri.

E i numeri dicono che la coalizione di Giovanni Cosentini, quella in cui Nello Dipasquale e Peppe Calabrese, nemici storici, si sono alleati, ha preso 16 mila 350 voti.

Cosentini, quello di cui Calabrese dovrebbe fare il vice, ha preso 8 mila 877 voti.

Ciò significa che Cosentini ai ragusani non è calato.

“Calare” è il volgare camilleriano di “digerire”, “metabolizzare”, “far proprio”.

 

I ragusani non hanno digerito Cosentini, e i numeri lo dicono.

 

Poi c’è la politica, e la politica dice che Cosentini dovrebbe vincere le elezioni, perchè l’area moderata e benpensante del capoluogo dovrebbe far convergere i consensi degli antociani e dei baroniani, che nell’asset di interessi consolidati riescono a trovare sponda e riparo.

Ma Ragusa è diventato laboratorio politico nazionale, e un giovane ingegnere, cattolico, salesiano, concreto, di nome Federico Piccitto potrebbe far saltare tutti gli schemi sulla base di una banale considerazione.

Se Cosentini ha preso la metà dei voti della coalizione grazie al traino dei consiglieri comunali, quanti voti prenderà senza la loro cinghia di trasmissione?

Ecco che l’outsider Federico ha più probabilità di diventare primo cittadino di quanto non si intuisca a una prima analisi.

Cosentini ha innestato la retromarcia, e Piccitto va di terza, in salita, ma di terza.

Chissà che non si incontrino.