"Veniamo in pace"
di Michelangelo Barbagallo
Ragusa – E’ il secondo circolo del Partito Democratico di Ragusa ma non promette di essere il “Pd2 la vendetta”. Ovvero chi lo sta costituendo, e ieri mattina la sala riunioni della sede di questo nuovo circolo, in vico Cairoli, 13, era molto affollata, lo ha detto a chiare lettere: “Veniamo in pace”. Nessuna guerra interna, almeno questo l’intento manifestato, ma invece la voglia di essere ulteriore risorsa per il partito sia a livello locale che a livello regionale e nazionale. Il secondo circolo cittadino del Pd è stato ieri presentato ufficialmente alla stampa dai componenti del comitato promotore presieduto dall’avvocato Mimmo Barone.
Con lui, al tavolo dei relatori, anche alcuni giovani (tra questi Valentina Spata, Enrico Battaglia, Giovanni Liberatore) ma anche alcuni componenti autentici del Pd, tra cui Pino Palermo, Alessandra Failla, il sen. Gianni Battaglia. In platea ancora giovani e tanti protagonisti della politica cittadina, anche quando il partito non era ancora nato dall’unione dei Ds-Sinistra Democratica con la Margherita.
Segno dunque che il secondo circolo del Pd ha saputo ben rispondere alle esigenze di una platea (si vedrà se anche elettorale) che non si inquadrava nel primo circolo “Pippo Tumino” e in parte nell’operato dell’attuale segreteria cittadina del Pd, quella retta da Peppe Calabrese. La sua figura di segretario non sarà di certo delegittimata dal secondo circolo del Pd.
“Calabrese è il segretario del Pd di Ragusa”, è stato spiegato ieri mattina, anche se naturalmente è stato aggiunto che lo sarà fino ai prossimi congressi. Con la nascita del secondo circolo, che sta seguendo un percorso previsto dallo statuto del Pd e che sarà presentato il 15 marzo alla direzione provinciale, anche a Ragusa nasce automaticamente l’unione dei circoli del Pd che, appunto fino a nuovi congressi, sarà guidata da colui che è stato ed è il segretario del partito.
Ma allora perché nasce il secondo circolo? L’obiettivo dichiarato è quello di far crescere l’elettorato del Pd anche coinvolgendo gente che può ritrovarsi, magari attorno ad un progetto civico simile a quello che con successo portò alle elezioni dell’allora sindaco Giorgio Chessari, in un’azione alternativa di governo della città. E proprio dal governo della città si riparte, come ha più volte ribadito l’avvocato Mimmo Barone: “Noi abbiamo la voglia di pensare ad una città diversa da quella che è stata finora e che ha lasciato la precedente Amministrazione. Non è vero che Ragusa è più grande di nuovo. Le nostre idee? Sì al centro storico, no ai Peep, e poi sviluppo sostenibile, attività culturali, vera raccolta differenziata”.
E se il Pd 1 dice che si è scelto un percorso illegittimo, il Pd 2 replica rilevando che già nella vicina Modica i circoli sono 4. Messina ne ha addirittura 20. “Ecco perché crediamo di essere un arricchimento per il Pd”. E il “caso Ragusa” di cui si discuterà a livello regionale lunedì? Non esiste, ha commentato laconica l’avvocato Angela Barone, componente della segreteria siciliana del Pd. Infine i nodi politici in vista delle Amministrative: “Stiamo ascoltando tutte le varie proposte”, ha detto ancora Barone”. E su Il Megafono? “Si chiariscano prima se sono diversi da Territorio e se non hanno come deputato l’on. Dipasquale”.
La replica
«E’ una scelta irresponsabile»
Le tre “i” del Pd. Probabilmente fanno più effetto delle tre “i” di Silvio Berlusconi, quando tempo fa diceva che per il futuro dell’Italia ci vogliono internet, imprenditoria e inglese. Le tre “i” che il segretario cittadino del Partito Democratico di Ragusa, Peppe Calabrese, ha usato ieri mattina a margine di una conferenza stampa per commentare la nascita del secondo circolo del Pd, sono decisamente più imponenti di quelli dell’ex premier. “E’ una scelta irresponsabile, inopportuna e illegittima”. Calabrese ha anche spiegato che guarderà alle decisioni che prenderà il Pd sia a livello regionale che nazionale: “Io sono comunque un segretario che dà retta a quello che dice il partito, a livello regionale e nazionale”.
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