di Redazione
Meteo: Ragusa
33°C
Più che un sit-in di protesta è stato un presidio simbolico dell’area di servizio Tamoil, al dodicesimo chilometro della Ragusa-Catania. E’ stato un modo per dire che la questione manutenzione dell’arteria è aperta e che si aspettano risposte concrete da parte dell’Anas.
L’iniziativa dei giovani del Partito democratico, supportati dal coordinatore provinciale del partito Pippo Digiacomo e dal suo vice Tuccio Di Stallo, nonché dal deputato regionale Roberto Ammatuna, è stata così simbolica che quasi nessuno se n’è accorto. I pochi che transitavano sull’arteria non hanno visto nulla, se non un capannello di persone nel piazzale di sosta. Un fatto che potrebbe anche essere normale in una giornata festiva. Non una bandiera, non uno striscione, niente che potesse far intuire che lì, nell’area di servizio, si stava svolgendo una manifestazione di protesta. Solo qualche locandina passata di mano in mano ed una attaccata proprio all’ingresso dell’area di servizio. Null’altro. Insieme ai giovani e non del Partito democratico, una decina di infreddoliti poliziotti e carabinieri.
Certo, la giornata di ieri non era delle più felici per svolgere una manifestazione esterna in grado di attirare l’attenzione della gente. Anche perché di persone in giro, onestamente, ce n’erano assai poche. Prima dell’inizio del sit-in, pioggia battente ed una grandinata hanno probabilmente scoraggiato quelle iniziative che avrebbero potuto dare un po’ più di visibilità alla protesta.
La sensazione lasciata dall’iniziativa del Pd è stata quella di un incontro tra amici per prendere il caffè e discutere amabilmente del più e del meno. E’ vero che si trattava di un sit-in simbolico, ma qualcosa di più concreto, onestamente, era da attenderselo. Anche perché la questione che si è voluta rimarcare con la manifestazione di ieri mattina non è proprio di poco conto: la strada che collega la nostra provincia con Catania è in condizioni pietose e bisogna intervenire per renderla quanto meno più sicura. In attesa che si realizzi il nuovo tracciato semi-autostradale, i cui tempi, nella più benevola delle previsioni, si contano in quinquenni.
L’Anas è certamente cosciente della situazione, come dimostrano le tabelle che indicano il limite di velocità che compaiono a ritmo continuo e con velocità sempre più basse. Non siamo ai cinquanta di qualche tempo fa, ma ci stiamo avvicinando a tale limite. In molti tratti, tra l’altro, la segnaletica orizzontale è ormai solo un ricordo. E ciò rende ancora più pericolosa l’arteria, specie nei giorni in cui la nebbia annulla la visibilità. Orientarsi è un vero terno al lotto.
Qualche risposta dovrebbe aversi la prossima settimana, quando a Palermo ci sarà il vertice con i sindaci e i componenti del comitato spontaneo «Per non dimenticare», sorto a Giarratana dopo il tragico incidente che ha tagliato quattro giovanissime vite. I vertici dell’ente stradale, in quell’occasione, dovrebbero comunicare la tipologia di interventi previsti e i tempi per la realizzazione. Che, si spera, non siano troppo lunghi, visto che, nella situazione attuale, sulla statale per Catania ogni giorno e ad ogni chilometro si rischia l’incidente.
A tutto questo mirava la manifestazione promossa dai giovani del Partito democratico e supportata dall’intero partito. Come dimostrato dall’arrivo anche del deputato nazionale Marco Causi e del segretario regionale dei giovani democratici. La loro presenza, in una giornata di freddo e pioggia come quella di ieri, è emblematica dell’importanza che il Pd annette a queste questione.
Peccato che, però, pochi si sono accorti della manifestazione e saputo delle sue finalità. Ma il segnale, comunque, è stato lanciato. Adesso va coltivato, così come l’attenzione va mantenuta alta perché la questione statale per Catania è di fondamentale importanza per tutto il territorio provinciale.
Antonio Ingallina
GazzettadelSud
© Riproduzione riservata