Bilancio Modica: Tra promesse tradite e numeri che non tornano.
di Redazione
Modica – “Dopo mesi di attese e rinvii, la Giunta Monisteri ha approvato l’ipotesi di Bilancio Stabilmente Riequilibrato (BSR) 2023/2027. Ma sia chiaro: se il documento è finalmente uscito dalle stanze del Palazzo, esso svela un metodo inaccettabile e l’assoluta mancanza di visione”. A parlare è il segretario cittadino del Pd Francesco Stornello.
“La parola data e il metodo dell’isolamento
La politica è anzitutto credibilità. La Sindaca Monisteri aveva personalmente assicurato al Partito Democratico che il documento sarebbe stato sarebbe stato presentato alla città, alle forze sociali e alle associazioni di categoria prima del voto in Giunta. E sarebbe stato giusto, perché sul bilancio si gioca il futuro di Modica. Quell’impegno è stato tradito.
Hanno scelto di chiudersi dentro, di decidere in solitudine, consegnando a Modica un fatto compiuto da “prendere o lasciare”. Ma la condivisione non è un optional, è il dovere di chi amministra una comunità ferita dal dissesto.
Non solo: adesso si pretende pure che il Consiglio Comunale approvi tutto entro il 31 maggio. Chi ha impiegato mesi a partorire un documento, lasciando scadere i termini di legge, oggi non può invocare l’urgenza per comprimere il confronto democratico. La fretta è cattiva consigliera, soprattutto quando si parla del futuro dei nostri figli.
I numeri della realtà contro la propaganda
Entriamo nel merito, perché i numeri non mentono mai. E quelli che già leggiamo in questo BSR raccontano una storia molto diversa da quella della narrazione ufficiale:
I debiti dimenticati: C’è una domanda che attende risposta: con quali soldi e in che tempi verranno pagati coloro, lavoratori e imprese, che hanno servito il Comune in questi anni? Su questo, il silenzio è assordante.
Tagli lineari e fragilità: Hanno scelto la strada più facile e più ingiusta: i tagli lineari. Non si distingue tra sprechi e servizi essenziali. Tagliare senza guardare in faccia ai più fragili non è rigore, è mancanza di visione.
Conti che non tornano: Vediamo entrate sovrastimate e una sottostima dei debiti che preoccupa. E sulla riscossione? Zero vigilanza concreta. Sperano nel miracolo dei fondi PNRR che però scadranno presto, lasciando poi un buco strutturale enorme. Ma il futuro non si costruisce con le speranze, si costruisce con la programmazione.
Il coraggio della verità
Non accettiamo lezioni da chi ha causato questo disastro. Il dissesto di Modica non è una calamità naturale: ha date, firme e responsabilità precise. È l’eredità dell’Amministrazione Abbate, di cui la Sindaca Monisteri è stata parte integrante.
Oggi cercano il facile consenso con la riduzione delle indennità. Un film già visto: lo fece Antonello Buscema nel 2012, e Ignazio Abbate le ripristinò appena un attimo dopo. Noi alla demagogia preferiamo la serietà.
Il nostro impegno per il futuro
Il PD di Modica non firmerà assegni in bianco. Studieremo ogni singola pagina con l’attenzione e la responsabilità che i modicani meritano.
Non faremo ostruzionismo sterile, ma non faremo sconti. Proporremo modifiche puntuali, cercheremo risorse strutturali e chiederemo che si smetta di “sopravvivere” sulla speranza del prossimo finanziamento esterno, insieme condividendo costantemente con la Città informazioni e proposte.
Perché la differenza è tutta qui: c’è chi si accontenta di sopravvivere tra un debito e l’altro, e chi, come noi, vuole che Modica torni finalmente a vivere, a progettare e a costruire il proprio futuro.
Modica merita di più. E noi non la lasceremo sola”.
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