Attualità
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18/01/2011 23:55

Il Pd ibleo: Quanti sono i casi Civello non ancora scoperti?

Le tentazioni in intramoenia

di Redazione

Il colore dei soldi
Il colore dei soldi

Ragusa – Sulla vicenda del prof. Massimo Civello, primario incaricato all’ospedale civile di Ragusa, il PD ibleo esprime sdegno, costernazione e rabbia per i gravi fatti che, ancorché da provare, vengono addebitati al primario di chirurgia. Ma anche preoccupazione per il grave colpo che quanto emerge rappresenta e comporta non solo per la sanità iblea ma, più complessivamente, per il “modello Ragusa”, per l’immagine e il prestigio di cui comunque gode nella considerazione regionale e nazionale la nostra provincia.
“Non pensavamo, come PD – dice il coordinatore provinciale, Salvo Zago – , che la sanità iblea potesse essere accomunata a quella di altre realtà balzate ai “disonori” della cronaca e della ribalta regionale e nazionale. Non pensavamo che anche da noi gli ospedali potessero trasformarsi, talvolta, da luoghi di cura e di speranza a luoghi da incubo e di malaffare.
Quanto accaduto fa riemergere questioni e argomenti da tempo sollevati e denunciati pubblicamente, in primis le liste d’attesa, l’attività intramoenia ma anche limiti strutturali dell’intero sistema organizzativo della sanità, dal potere assoluto che si assegna ai direttori generali delle Aziende Sanitarie Provinciali, al sistema di conferimento di incarichi, al reclutamento del personale sanitario, all’espletamento di compiti, mansioni e responsabilità. Tematiche, queste, sulle quali la politica è in grave ritardo.
Naturalmente – prosegue Zago – esprimiamo fiducia per l’attività della magistratura, condivisione per l’ispezione disposta dall’assessore regionale alla sanità Massimo Russo, per l’intervento della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario disposto dal presidente senatore Ignazio Marino, fiducia e attenzione per le misure urgenti e immediate che sta disponendo il direttore generale dell’Asp di Ragusa dott. Ettore Gilotta.
Ma ai vertici provinciali della sanità pensiamo spetti anche il compito di verificare che nelle strutture sanitarie iblee non ci siano altri verminai, altre situazioni che, oltre a danneggiare e colpire l’utenza, possano farci tornare a vergognare in qualche altra occasione, a seguito di eventuali, deprecabili, scongiurabili altri episodi di delinquenza sanitaria. Nella quale tuttavia non possono essere certo accomunati tutti gli operatori del settore, che, anzi, e sono la stragrande maggioranza, vanno preservati da giudizi sommari liquidatori complessivi, e ringraziati per il contributo che hanno dato e continuano a dare alla sanità della provincia di Ragusa e alla tutela e cura della salute delle nostre comunità”.