Attualità
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12/03/2013 20:09

Il PD modicano alla ricerca del candidato perduto

Voto, programmi e alleanze

di Giuseppe Savà

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Serve un papabile
Serve un papabile

Modica – Tu chiamale, se vuoi, fibrillazioni. Democratiche, però.

Che da Roma in giù stanno scuotendo il corpaccione del PD.

A Roma, per un Bersani che non sa più come piacere a Grillo, c’è un Renzi che lo invita quotidianamente a cambiare vestito e belletto.

A Palermo, alla prima direzione regionale dopo le elezioni, il clima era rovente. Al centro del dibattito lo scontro con l’iperattivo (più “grillino dei grillini”) Crocetta, la questione morale e le scelte per le prossime amministrative.

A Modica… Beh, a Modica, dopo il tonfo dei consensi alle ultime elezioni nazionali(16% alla Camera e 18% al Senato), i Democratici si sono convinti ad aprire una discussione “tra gli iscritti, i simpatizzanti e i cittadini…” per cercare di capire dove debba andare il partito, da qui in poi. E, soprattutto, per trovare il nome nuovo da proporre alle prossime amministrative di maggio, a fronte della rinuncia dell’attuale sindaco Antonello Buscema a ricandidarsi.

 

Già, il sindaco Buscema. La sua repentina scelta di ritirarsi ha letteralmente spiazzato partito e amministrazione. Mettendo a fuoco, forse, la mancanza più grande di questi cinque anni di governo da parte dei Democratici: non aver pensato, seminato, lavorato in prospettiva. Perché troppo impegnati a rimettere ordine nei conti del Comune (come alcuni cartelloni 6X3 orgogliosamente mostravano)? Per aver speso tutte le energie nel riportare sobrietà nella pubblica amministrazione, nel rilanciare la città sotto il profilo culturale, nell’aver riallacciato positivi rapporti con i privati (come nel project financing del cimitero? Può anche darsi. Ma non aver puntato in questi anni su un nome su cui puntare oggi, si è rivelato un errore politico di una certa rilevanza.

 

Sempre a proposito di Buscema. È leggendo le sue ultime dichiarazioni   che, forse, si trovano le cause dell’attuale difficoltà del PD modicano. “Mi permetto di suggerire che il prossimo sindaco sia una persona capace non solo dal punto di vista politico, tecnico e amministrativo, ma abbia anche spalle larghe e sia ben sostenuto politicamente. Diversamente, non durerà a lungo”, ha detto nell’intervista in cui annunciava la sua rinuncia. E ancora: “Come dimostra anche la mia indisponibilità a ricandidarmi, il problema è stato… convincere i cittadini onesti, capaci e normali a stare seduti su certe sedie, scomode e faticose…” ha detto sulla sua pagina Facebook, a commento dell’assemblea di domenica scorsa.

 

Traduzione? Al Pd e al centrosinistra serve qualcuno che riesca a rivitalizzare l’intera area, a rappresentarla, a raccoglierne istanze e desideri. Cioè un’alleanza larga (ma quanto larga non si sa…) e numericamente valida. Non solo: serve qualcuno che si assuma la responsabilità (non inferiore a quella assunta da Buscema nel 2008) di sedersi sulla poltrona più spinosa di Modica: quella di un amministratore che dovrà – all’interno di un percorso ormai segnato per i prossimi 10 anni da un Piano di Riequilibrio irto di sacrifici – da un lato non sbilanciare i conti e dall’altro proporre uno sviluppo (turistico, imprenditoriale, della PA, dei servizi), credibile e sostenibile.

 

Ci sono profili con queste caratteristiche, tra le mura del PD e nell’area del centrosinistra? Archiviata l’esperienza Buscema e ricevuta l’indisponibilità dell’assessore Peppe Sammito, finora, più o meno ad alta voce, si sono fatti tre nomi. Ciascuno proveniente da aeree diverse e ciascuno con sensibilità specifiche. Si è parlato dell’avvocato Salvatore Poidomani (rappresentante della società civile); del segretario genrale CGIL Giovanni Avola (sindacalista di lungo corso e, quindi, a conoscenza delle questioni amministrative e politiche del Palazzo); dell’assessore ai Servizi Sociali, e avvocato, Giovanni Giurdanella (esponente dell’amministrazione e, quindi, figura in grado di mettere insieme quella continuità di comportamenti e quella discontinuità di programma, richieste da Buscema, domenica scorsa).
Chi di loro ha detto sì? Nessuno, al momento, pare. C’è chi nicchia, chi non scioglie la riserva, chi sarebbe tentato ma…

 

Intanto, intorno che succede? Beh, intorno è un pullulare di posizioni e supposizioni. E, come in un copione copiato dalla situazione nazionale, oggi pare che i Democratici modicani siano più confusi che persuasi sul “che fare”. Sui tempi e sui modi di presentarsi all’elettorato, oltre che sul nome del candidato. Quanto occorre allargare l’alleanza di centrosinistra? Fino al Megafono di Crocetta o raggiungere anche i Forconi e il Centro Democratico di Tabacci (che a Modica è anche venuto, nelle scorse settimane, ma per sostenere la candidatura di Mommo Carpentieri)? Meglio scoprirsi a sinistra per ottenere un apparentamento col centro montiano (a Modica rappresentato da Marisa Giunta) o tenersi stretta l’area di Sel (Vito D’Antona), IDV, e Libera Modica (ammesso che quest’ultima non scelga di andare sola, candidando un proprio uomo? E ancora: lasciare che tali decisioni vengano prese solo dal coordinamento, a maggioranza bersaniano, o tramite primarie aperte, come invocano le truppe puppatiane nell’indifferenza generale (e dei generali)?

 

Sic stantibus rebus (e usando una metafora audace), è più probabile che il Conclave – che oggi si apre a Roma ci impieghi meno tempo nel riconoscere il Santo Padre della comunità cattolica universale che non il centrosinistra modicano ad annunciare il nome da presentare alla corsa per Palazzo San Domenico, fra due mesi. Qualcuno che, nella sfida al civismo spinto del Movimento Cinque Stelle, sappia coagulare tutte le forze della metà campo progressista. Visto che nell’altra metà, il terreno appare frammentato dalla contemporanea presenza di Mommo Carpentieri, Ignazio Abbate e, probabilmente, da Marisa Giunta che pare culli l’ambizione di ri-entrare in campo…