Riceviamo e pubblichiamo
di Claudio D'Angelo
Milano – Mi chiamo Claudio D’Angelo e sono un giovane pittore siciliano, studente all’Accademia di belle arti di Brera. Alla quasi conclusione del ministero di Sua Eminenza, Cardinal Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, ho voluto realizzare un dipinto che potesse immortalare un istante della Sua vita per renderlo eterno.
In occasione della Sua visita all’Accademia di Brera 8-3-2011, Egli ha voluto ricordare l’importanza del legame fra Arte e Chiesa, un rapporto quasi indissolubile. Alla fine della conferenza e visita alla Pinacoteca, ho avuto l’onore di conoscerlo, parlarci e, di fare una foto insieme, “una persona dolcissima”.
Lì ho esposto a, Sua Eminenza il desiderio di voler rappresentare in pittura il suo ritratto, e così dopo il suo sì, lo realizzai e lo finì dopo quasi un mese di lavoro. La consegna dell’opera è avvenuta nel Duomo di Milano, in giorno 1 giugno, per la vigilia dell’Ascensione di Gesù, ad accompagnarmi c’erano (la mia ragazza) due Frati dell’ordine Domenicano della Basilica di S.Maria delle Grazie, sede del cenacolo di Leonardo,(chiesa da me frequentata). Scrivo questa lettera per testimoniare e, dar notizia che il “bello”, il “dialogo” ed il connubio fra arte e chiesa può ancora continuare ad esistere, come fu all’epoca per Caravaggio col Cardinal Del Monte, oggi si ripete tra me ed il Cardinal Tettamanzi. L’arte non è solo un fatto estetico o culturale, ma deve essere: pedagogia dell’amore, il raccontare storie buone, narrare eventi positivi; è un dialogo didattico insostituibile come lo è stato nel Medioevo, nel Rinascimento o nel Barocco.
Oggi ci hanno abituato che la maggior parte dell’arte contemporanea deve esser brutta, come sono d’altronde brutte le notizie di cronaca, quotidiane. Tutto nero come la morte, ma dove sono i colori dell’Arcobaleno? Penso che l’arte o la comunicazione in genere, se parlasse di storie-fatti belli, avrebbe il suo frutto “buono”, perché tutti, involontariamente li guarderemmo e, prenderemmo esempio, scegliendoli forse come modelli da seguire, creando una società più sana.

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