di Redazione
C’è un asset su cui state puntando? “Si, è la direttrice che vede la creazione di uno scambio inedito con i Paesi del Nord Africa, a cominciare dalla Camera di Commercio di Constantine con cui stiamo cercando di attuare il protocollo di intesa per un interscambio commerciale a cominciare dal marmo, infatti il travertino algerino è uno dei migliori al mondo, molto richiesto dalle imprese del settore.
L’Algeria è un paese avviato verso uno sviluppo notevole e si richiede la presenza di maestranze specializzate in edilizia e impiantistica e prodotti dolciari, gastronomici e caseari, è produttore di energia, l’Italia acquista metano e petrolio da questo paese frontaliero, il rapporto di interscambio è favorevole nell’acquisto di materie prime e non solo. Un esempio? I farmaci veterinari, marchiati dalle stesse multinazionali americane che vendono in Europa, lì hanno un costo otto volte inferiore che in Italia. E questo rappresenta un mercato interessantissimo per le nostre aziende zootecniche.
Stiamo creando un altro asse di scambio col Brasile, nel settore agroalimentare, in particolare con riferimento al cioccolato e non solo.
La Camera di Commercio, infine, sostiene le imprese iblee partecipando alle spese di promozione negli appuntamenti fieristici nazionali e internazionali, in tutti i campi dell’agire imprenditoriale, alcune da sola, altre in partnership con la Provincia Regionale di Ragusa.
Tornando all’economia, stando alle previsioni dell’Istituto Tagliacarne prima della crisi finanziaria internazionale, il tasso di crescita di quella iblea era dato già ad un livello basso (0,5), ma oggi, spero di sbagliarmi, andremo ancora sotto, annuncia preoccupato il presidente Tumino.
Se le chiedo di fare un passo oltre la retorica, su quali infrastrutture bisognerebbe puntare? “Aeroporto, porto, autoporto, autostrada per Catania e perché no penso ad un sogno, ad una TAV che colleghi l’Aeroporto di Comiso con Fontanarossa di Catania.
Un parco di 35 mila imprese: Ragusa, “isola nell’Isola”, è paragonata da molti a un brandello di NordEst italiano in Sicilia. Eppure, si registra un fenomeno silenzioso, che non manca di preoccupare il presidente Tumino: “Diverse aziende poco blasonate chiudono o licenziano i propri dipendenti. Si tratta di
imprese piccole, non industriali, che non possono beneficiare di ammortizzatori sociali come la Cassa Integrazione. Ogni operaio, ogni dipendente che viene licenziato è un patrimonio di professionalità che si perde. E noi dobbiamo opporci a che questo fenomeno si espanda”.
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