di Redazione
Ragusa – “C’è un momento per tacere, c’è un momento per agire”. Rosario Cavallo si lascia sfuggire dalle labbra la frase senza accorgersi che in due battute ha riassunto la mission delle Acli in provincia di Ragusa. “In un momento in cui sui temi sociali, della vita, e della morte, tutti parlano, forse è giusto imparare a tacere e a lavorare, in silenzio”, dice il presidente provinciale delle Acli. “La vicenda dell’erogazione delle social card è stata la cartina al tornasole del disagio sociale dovuto alle nuove povertà. Interi settori della classe media stanno arretrando verso condizioni di povertà, chi fa patronato ha il termometro del fenomeno, che ha assunto dimensioni preoccupanti”, aggiunge il presidente Acli.
Il 2008 ha registrato l’impegno dell’associazione cattolica su due fronti, fra gli altri: immigrazione e disabilità, con progetti di accoglienza per gli extracomunitari e di assistenza e animazione in favore di famiglie nel cui nucleo vi sia un diversamente abile. I tre comuni più generosi nel versamento delle contribuzioni del cinque per mille in favore delle Acli, Vittoria, Chiaramonte Gulfi e Ragusa sono stati “ricompensati” con il progetto “Ti accompagno”, una articolazione del Progetto Famiglia, destinato a creare “una rete di protezione sociale” per le famiglie con disabili. Un aiuto domiciliare attraverso piani personalizzati e la realizzazione di laboratori creativi, per dare aiuto morale e pratico alle famiglie dei disabili. Tra le attività degne di menzione nel territorio la difesa dell’ospedale di Scicli da parte del locale circolo della cittadina barocca, e attività di accoglienza da parte del circolo del capoluogo in favore di extracomunitari.
Qual è la visione che dal suo osservatorio della condizione socio economica della Provincia? “Ho paura della privatizzazione spinta che ha fatto innamorare molti in questo Paese, ho paura dell’essiccazione dello Stato, della sua abdicazione in favore del privato in molti ambiti. Mi preoccupa la riduzione dell’intervento pubblico nella sanità, nella pubblica istruzione, nei presidi di ordine pubblico. Ragusa è una provincia ricca, sana, ma il disagio sociale è presente, ed è anche in crescita. La rete della solidarietà e del sostegno a chi sta male non è mai sufficiente. Ecco, credo vi sia una solitudine strisciante, latente.
Solitudine. Malattia di cui soffrono poco i duemila iscritti all’Associazione Italiana Lavoratori Cattolici in provincia di Ragusa. Già, ma cosa sono in fondo le Acli? “Un’associazione di promozione sociale, che promuove il lavoro e i lavoratori, il terzo settore: il volontariato, il no profit, l’impresa sociale. Un esempio: il progetto “Ti accompagno”, destinato ai disabili, era finanziato per poche migliaia di euro, per cifre irrilevanti se confrontate a interventi pubblici blasonati, ma ciò che ci spinge a promuovere questi progetti è il significato stesso del gesto, dell’impegno, che da’ valore e significato alla nostra presenza sul territorio”.
Un momento per tacere, un momento per agire. Come l’ape operaia le Acli lavorano in silenzio, sul territorio, a fianco dei più deboli. Con costanza e discrezione. Con amore e abnegazione.
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