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31/01/2026 14:42

Il prete don Carlo Dei Lazzaretti celebra il matrimonio del figlio

L'uomo, 72 anni, leccese, per anni commercialista e tributarista stimato, oggi presbitero missionario in Messico

di Redazione

Messico – Due volte “padre”: papà nella vita e sacerdote sull’altare. Fino a celebrare le nozze del proprio figlio. È una storia straordinaria che attraversa il dolore, la fede ritrovata e una scelta radicale quella di don Carlo Dei Lazzaretti, 72 anni, leccese, per anni commercialista e tributarista stimato, oggi presbitero missionario in Messico. Una vicenda che sembra uscita dalla sceneggiatura di un film e che invece è realtà: nei giorni scorsi don Carlo ha celebrato il matrimonio di uno dei suoi tre figli, Roberto, sposando lui e la moglie Sara nella parrocchia in cui esercita il suo ministero, a Puebla, città di oltre 3 milioni di abitanti in Messico. Dei Lazzaretti è stato un marito oltre che padre, nonno di cinque nipoti, uomo di famiglia, con tre figli e una quotidianità fatta di lavoro, affetti e responsabilità. Poi uno strappo che lascia il segno, che lacera l’esistenza: la morte della moglie, un lutto che lo ha travolto e che lo ha portato ad attraversare anni di profonda crisi personale e spirituale. Tant’è che per lungo tempo si è allontanato dalla fede, nella difficoltà di trovare risposte al dolore.

La storia

La svolta arriva poi a Lecce, nella sua comunità parrocchiale di San Vincenzo de’ Paoli, grazie all’incontro con il Cammino neocatecumenale. Un cammino di rinascita  che, passo dopo passo, lo riporta a Dio e lo conduce a una decisione inattesa: dedicare il resto della vita al servizio della Chiesa. Una scelta possibile anche dal punto di vista canonico. Nella religione cattolica, infatti, un uomo che sia stato sposato e sia rimasto vedovo può essere ordinato sacerdote, anche se è padre. La vocazione matura nel tempo fino a un passaggio decisivo: l’esperienza al Centro Servo di Yahvè di Porto San Giorgio, nelle Marche, insieme a circa 500 aspiranti seminaristi provenienti dai cinque continenti, guidati da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino neocatecumenale, e dall’équipe internazionale. Da lì l’invio al seminario messicano Redemptoris Mater di Puebla per completare la formazione. Il 10 febbraio 2023, nella cattedrale della stessa città, l’ordinazione sacerdotale per l’imposizione delle mani dell’arcivescovo Víctor Sánchez Espinosa.

La missione

Non una fuga dal mondo, ma una risposta maturata dentro le ferite. Nel quartiere popolare di Tres Cruces della metropoli messicana, il sacerdote pugliese accompagna famiglie, giovani e anziani, portando con sé una sensibilità forgiata dall’essere stato marito e dall’essere tuttora padre e nonno. Una storia che dimostra come la vocazione possa sbocciare anche quando sembra troppo tardi e come la paternità, biologica e spirituale, possa continuare a generare vita e bellezza. Una svolta carica di significato, condivisa con i figli che, superata un’iniziale perplessità, hanno accolto e compreso la scelta del padre, fino a sostenerla con orgoglio. Ed è proprio uno di loro, Roberto, il protagonista dell’ennesimo ed emblematico capitolo di questa storia: nella parrocchia “La Sagrada Familia de Nazaret” di Puebla, don Carlo ha celebrato il matrimonio del figlio con Sara. Dal Salento al Messico, da padre di famiglia a sacerdote: un papà che benedice le nozze del figlio, dopo avergli dato la vita e averlo accompagnato nella crescita. Una parabola umana e spirituale che parla di cadute e rinascite, di dolore trasformato in servizio e missione, di una paternità che si è moltiplicata nel tempo.