Attualità
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07/03/2008 12:17

Il primo caso Bobbit a Modica

di Redazione

Fu una focosa donna modicana, negli anni Cinquanta, la prima vera “Lorena Bobbit” nella storia delle evirazioni per motivi passionali.

I due ultimi fatti di cronaca accaduti a Laterna e a Parma, che hanno riportato in auge la storia della donna americana che ha evirato il marito in un momento di rabbia, sono solo gli ultimi due episodi del genere accaduti in Italia.

I protagonisti del caso Bobbit “alla modicana” sono due coniugi, che a detta della moglie non avevano mai consumato la loro prima notte. I due modicani dovrebbero essere ancora vivi, anche se anziani, considerato che negli anni Cinquanta erano una giovane coppia di sposini. La moglie è stata intervistata nel giugno del 1993 (da decenni vivono in provincia di Siracusa), quando dalla Virginia rimbalzò la vicenda di John e Lorena Bobbit. Così si scoprì questa storia che dalla Sicilia fece il giro del mondo negli anni Cinquanta, per alcuni particolari tragicomici che la caratterizzano.

La sera dell’accaduto la moglie, la chiameremo con il nome fittizio di Giuseppina, stanca di non avere alcuna corrispondenza sessuale dal marito, che solo dopo le nozze si rivelò impotente, si armò di un coltellaccio da cucina e con un colpo netto tagliò il pene del coniuge. Il povero malcapitato, lo chiameremo Salvatore, si alzò dal letto urlando, sanguinante e dolorante: solo dopo alcuni minutì capì che cosa gli era successo. Nel frattempo la moglie, ancora in preda all’ira si era allontanata. Il coniuge ritrovò l’organo tagliato nel giardino di casa (nella furia Giuseppina lo aveva gettato fra l’erba). Salvatore, con la sua moto Ape si recò all’ospedale Maggiore di Modica…tenendo in mano il pene.

Quando arrivò al Pronto soccorso, piangendo e gridando in dialetto stretto “riattaccatemelo” ci vollero diversi minuti prima che i medici capissero quale fosse la causa del dolore che faceva gridare il pover’uomo. I medici, comunque, ricucirono l’organo grazie a un lungo intervento chirurgico. Di questa storia resta traccia nei verbali dei carabinieri e nelle trascrizioni degli interrogatori dei coniugi, che nonostante tutto rimasero insieme. Nell’intervista del ’93, infatti, Giuseppina ammise di essere ancora sposata con Salvatore e di aver fatto con lui, (altro mistero) tre figli.