Cavallo ha provato a spiegare cosa lo lega ormai ai suoi aggressori.
di Redazione
Milano – Un lungo abbraccio ha chiuso il nuovo incontro tra Davide Cavallo, lo studente 23enne ragusano della Bocconi rimasto paralizzato dopo l’aggressione subita in corso Como, e tre dei cinque ragazzi che quasi un anno fa lo hanno rapinato e accoltellato. La scena si è consumata nel cortile del Tribunale per i minorenni di Milano, al termine della seconda udienza del procedimento penale a carico dei tre imputati, minorenni all’epoca dei fatti.
«Legati da un evento orribile»
A margine dell’udienza, Cavallo ha provato a spiegare cosa lo lega ormai ai suoi aggressori: «Ormai non credo sia più un fenomeno mediatico», ha detto, come riporta il Corriere della Sera, «siamo legati da un evento orribile tutti e sei». E ha aggiunto: «Ogni volta che li vedo so che possiamo starci vicini, se vogliamo, e questo è il percorso che tutti mi sembra abbiamo deciso di intraprendere». Lo studente ha raccontato di aver colto, in ciascuno dei tre ragazzi, qualcosa in più rispetto al passato: «Un pochino di più le risorse, non la volontà, ma le risorse per affrontare un percorso come si deve e per parlarmi con sincerità e con presenza».
Sul significato che l’esperienza in carcere e in comunità sta avendo per i tre giovani, Cavallo ha aggiunto: «I ragazzi sanno che, dal punto di vista istituzionale e per la loro vita pratica, non sono criminali.
Non sono relegati a un contesto in cui vengono considerati come tali per sempre, e questo forse è il primo inizio di vedere la propria vita oltre questo avvenimento e oltre quel gesto».

Accoltellato per una rapina da 50 euro
Cavallo fu aggredito nella notte del 12 ottobre 2025 e rischiò di morire dissanguato dopo essere stato accoltellato per un bottino di appena 50 euro. Dei cinque coinvolti, i tre minorenni si sono resi responsabili della rapina e delle percosse — calci e pugni — mentre il fendente che ha reso invalido lo studente sarebbe stato inferto da Alessandro Chiani, 20 anni, di Monza, già giudicato separatamente e condannato in primo grado a 20 anni di reclusione. Condannato anche l’altro maggiorenne coinvolto, Ahmed Atia, anche lui di Monza, a 10 mesi e 10 giorni.
Per il procedimento a carico dei tre minorenni, invece, il Tribunale ha disposto anche per l’ultimo dei tre il trasferimento dal carcere minorile Beccaria a una comunità protetta, come già avvenuto nei mesi scorsi per gli altri due. Cavallo, dal canto suo, si è detto disponibile a incontrare in sede protetta tutti e cinque i suoi aggressori nell’ambito di un percorso di giustizia riparativa.
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