Il 43enne giudice del lavoro eletto con 31 voti.
di Redazione
Palermo – Un 43enne palermitano, per la prima volta, alla guida dell’Anm, l’associazione nazionale magistrati. È con Giuseppe Tango che ripartono i tentativi di dialogo tra le toghe e il governo, sulle macerie delle polemiche e dei veleni provocati dalla campagna referendaria sulla riforma della giustizia. Per il nuovo presidente del sindacato è stata una vittoria annunciata, con una votazione decisa subito e attraverso un consenso praticamente unanime: 31 voti e nessun astenuto.
Tango, successore del dimissionario Cesare Parodi, era già stato il più votato nella sua corrente di Magistratura Indipendente (la corrente più a destra) alle ultime elezioni ma fu costretto a cedere il passo a Parodi per equilibri tra correnti. Ora che la proposta dell’Esecutivo su separazione delle carriere e doppio Csm sono stati bocciati, la figura del 43enne – giudice del lavoro a Palermo – è considerata la migliore per rilanciare anche l’immagine della magistratura di fronte alla società civile.
Nel suo primo discorso come presidente e subito dopo lo scrutinio, già preceduto da una sorta di elezione per acclamazione visti gli applausi alla lettura del suo nome, Tango ha messo in chiaro la sua linea: “Da domani ci metteremo tutti al lavoro insieme agli altri attori della giurisdizione per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia, li viviamo quotidianamente, e riannodando, se fosse possibile, quei nodi di un autentico dialogo con l’interlocutore politico”.
Nella giunta esecutiva centrale restano il vice presidente, Marcello De Chiara di Unicost, e il segretario generale, Rocco Maruotti di Area così come Cesare Parodi, dimessosi da presidente subito dopo la chiusura delle urne lunedì scorso per motivi familiari, resterà nel comitato direttivo centrale. Il segnale però è chiaro: l’intenzione è di promuovere un cambiamento importante a partire dalla nuova guida, rappresentata da una giovane toga.
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