Il riposo del guerriero
di Michelangelo Barbagallo
Modica – Antonello Buscema ha deciso. Non si candiderà nuovamente a sindaco di Modica. Ieri il passaggio interno con gli amici più vicini e con i rappresentanti del Partito democratico. Poi la decisione finale. Amministrare un Comune con grossi problemi finanziari è molto faticoso e non permette nemmeno di offrire ai cittadini la giusta percezione del lavoro svolto.
Ecco perché ha deciso di non riprovare l’esperienza: “Premetto che l’esperienza di sindaco è stata per me estremamente gratificante e credo sia forse l’esperienza più bella che possa capitare di fare nella vita: lo è in generale, ma lo è in particolare se si ha l’onore di rappresentare una città come Modica. Anche se i cittadini a volte sono molto critici e severi con chi li amministra, in realtà tutti mantengono nei confronti della figura del sindaco grande rispetto e grande stima. Senza di loro non sarebbe stato possibile raggiungere i risultati che abbiamo raggiunto. Tuttavia nella situazione finanziaria in cui si trovano oggi i Comuni, e il nostro in modo particolare, amministrare comporta uno stress fisico e psicologico che a lungo andare logora chiunque. Lo testimonia il fatto che moltissimi ex sindaci (da Torchi a Dipasquale, da Venticinque a Sulsenti) hanno compiuto scelte diverse da quella di sostenere una situazione del genere per dieci anni. Dopo un ciclo di cinque anni ti rendi conto di non avere le energie per affrontarne altri cinque, per cui per il tuo bene e per il bene anche della tua città è meglio lasciare spazio ad energie nuove”.
Lei parla di grande fatica, ma ne è valsa la pena?
“Sicuramente la crisi finanziaria ha ripercussioni su tutto e non solo sul problema dei pagamenti. Il raggiungimento di qualunque obiettivo ci si pone nell’azione amministrativa diventa una corsa a ostacoli. Molti obiettivi sono stati raggiunti: abbiamo compiuto la metà del cammino e abbiamo già tracciato con scelte precise, l’approvazione del Piano di riequilibrio e gli atti conseguenti, quello dei prossimi anni. Questo senza dimenticare i risultati che abbiamo raggiunto nel settore delle opere pubbliche, in quello del rilancio culturale.
“Mi rendo conto che candidarsi a sindaco di Modica in questo momento non è una cosa comoda per nessuno: bisogna sacrificare il lavoro, gli affetti, il tempo, la salute, persino i propri soldi. Tutto questo per assumersi responsabilità enormi. Capisco tutto questo perché l’ho vissuto in prima persona, ma dico anche che la città non può essere lasciata nelle mani di chiunque: così come non l’ho fatto io per cinque anni, credo che le persone più valide adesso non possano tirarsi indietro e che debbano farlo per senso di responsabilità civica e anche, per chi è credente e riconosce il valore di questo, per rendere un servizio pieno alla propria comunità”. Per il futuro Buscema dice di essere pronto ad impegnarsi da cittadino e da militante, ma per il momento preferisce un periodo sabbatico.
La Sicilia
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