Attualità
|
19/01/2008 21:55

Il sindaco Dipasquale e la mongolfiera

di Redazione

Per non sottolineare la vena ridicola del governo di Nello Dipasquale, l’unico elemento piacevole di questi anni, avevamo sorvolato sulla Mongolfiera di piazza Libertà che per due volte, in giorni diversi non ha spiccato il volo.

Troppo facili le battute sull’elevazione mancata, la potenza da infiammare, gli 8 mila euro sprecati, la performance da clown del circo ad ogni tentativo di fare innalzare il gigantesco pallone che miseramente dopo la sembianza di uno scatto verso l’alto si afflosciava sul terreno.

Poi però, quando domenica sera in una desolata via Roma e naturale proseguimento di viale Tenente Lena una parata di sbandieratori con costumi giallo e blu da lanzichenecchi è sfilata nel deserto del “salotto buono” di Ragusa, si è capito che queste carnevalate tristi organizzate dal Comune di Ragusa, divertenti solo sulla carta, riflettono non tanto il vuoto sostanziale del governo ma il senso di illimitatezza nel desiderio di Nello Dipasquale ad essere grande.

Scriveva l’attivista francese Simone Weil: “Da principio gli individui cercano il potere per non essere dominati dagli altri, ma se non stanno attenti possono presto trovarsi a oltrepassare il limite oltre il quale cercheranno in realtà di dominare gli altri”.

Dai 2 milioni di metri quadrati di Peep, alla Camperia, alla scelta non condivisa di chiudere via Roma, al bisogno di attorniarsi da quei personaggi di paese rubicondi e possenti e per formazione mai dissidenti, si comprende come il senso dei normali limiti (misura, equilibrio, attenzione, buon gusto) sia stato stracciato dal nostro primo cittadino.

La illimitatezza non essendo contenibile è difficile da fermare come fenomeno. Serve solo segnalarla, come una frana, e poi scansarsi.

Urbanistica. I costruttori ragusani sono in fibrillazione per lo stop al Peep ed ai piani costruttivi deciso dal Tar. Un tecnico dei costruttori, ingegnere L, decide di andare a Palermo all’assessorato Territorio ed Ambiente per vedere che cosa si può fare per recuperare il tempo perduto ed i danari che si potrebbero perdere.

Con chi ci va a Palermo? Con il dirigente dell’urbanistica voluto a Palazzo da Nello Dipasquale architetto Ennio Torrieri. Nessun comunicato stampa è stato diffuso sulla missione, ma l’ingegnere L certo che la cosa fosse normale l’ha raccontato a tutta Ragusa.

In verità è molto brutto che il dirigente che dovrebbe tutelare gli interessi della collettività si rechi con un privato che vuole presentare 4 piani costruttivi negli uffici regionali per trovare una strada per risolvere i problemi dei costruttori; ma, come abbiamo detto, è questione di illimitatezza la quale, a volta, fa dimenticare i passaggi più semplici.

Se, ad esempio, la parola d’ordine per l’intera corte di Nello Dipasquale fosse il rispetto delle “tavole della legge”, che in urbanistica sono le carte del piano regolatore, l’architetto Torrieri uno sguardo fugace al Prg dove la Camperia è contrassegnata come immobile degno di nota e ricadente nel demanio doveva darlo.

Ma la illimitatezza del sindaco non va a braccetto con la prudenza che caratterizza teoricamente un qualsiasi dirigente (chissà se anche quelli prescelti con incarico fiduciario).

Ed è in questo campo della fiducia che si svolge la pantomima della politica turistica. Per trattare la materia abbiamo a Palazzo: il sindaco, il consulente Mario Papa, il delegato Filippo Angelica, l’esperto marketing Maurizio Nicastro.

Progetti: attrarre le masse. Operazioni atte all’impresa: una cartina con descrizione dei monumenti Unesco, un video, un catalogo, un’armonica di cartoline. Senza tutta questa roba, ha detto il sindaco, nessuno potrà mettere piede in una fiera perchè lui si è accorto che per anni non c’è stato materiale teso alla conquista dei turisti.

Ottimo, aveva scoperto un limite.

Ma allora quando da Londra a Milano noi cittadini abbiamo strapagato i viaggetti ad esperti, tecnici, assessori, accompagnatori vari e persino ad una povera amante di uno dei partecipanti che tentò di intimare al Comune la non diffusione dei nomi, dovremmo chiederci che cosa il governo Dipasquale ha portato in queste fiere?

Materiale umano. Lo stesso che era pronto a partire per Zurigo, alla modica cifra di 9000 euro, senza materiale di propaganda, ma voglioso di girare il mondo a nostre spese. L’impresa oltre confine pare sia stata stoppata per evidente superamento dei limiti e conseguenziali rischi.

Le carte che documentano il tentativo abortito di missione in Svizzera ci sono. Torniamo ora al materiale che il sindaco sta allestendo.

C’è un video di 5 minuti, già comprato. Si vede Zingaretti ed i Santi Patroni. Un po’ di musica, nessun testo. Costo.

E qui viene da ridere perchè sto video ha fatto il giro delle sette chiese. E’ stato proposto a 20 mila, 10mila, 5mila ed ora aggiudicato a 3500 euro, e qualcuno se l’è tolto dal groppone.

La politica della grande abbuffata è stata sostituita con quella altrettanto reddittizia e meno sfacciata del poco e continuo.

Riguardo il lato culturale ci sono i bandi di gara. In conferenza stampa l’esperto disse che si trattava di un concorso di idee, per far capire che tutto il mondo poteva partecipare a riprova della trasparenza.

Falso. E’ una trattativa privata con 5 invitati. C’è, però, qualcosa che non funziona, perchè se lo scopo è quello di portare nelle fiere internazionali un catalogo e le cartoline, questa roba dovrebbe essere pronta per il primo viaggio previsto ossia la Bit di Milano che si svolge intorno al 20 febbraio.

Ma se le 2 trattative private si chiudono il 30 gennaio e si dispongono altri 30 giorni per consegnare il materiale, cosa ci si va a fare a Milano? Stessa roba per una cartina con la descrizione dei monumenti Unesco presentata in conferenza stampa dove si è detto che saranno stampate a migliaia.

Peccato che non esista la delibera anche se la cartina c’è, e da tempo, perchè la casa editrice da anni la ristampa.

Siamo in pieno delirio da desiderio, quello del sindaco e quello dei suoi amici. Si fa pochissimo e se ne parla tantissimo; l’importante è che Nello Dipasquale dia la sensazione che qualcosa si muova e che l’effetto sia gradevole; e lo è, perchè la giostra dei sogni, dei proclami, dei progetti orribili, dei favori, non si ferma mai.

Vi ricordate il grido al complotto contro la Soprintendenza? E’ finito con il ritorno di Mimì a Palazzo che non poteva lasciare quel pugno di amici. E le schifezze contro la Soprintendenza?

Un giro pazzo della giostra con l’aggiunta del tiro a bersaglio e della prova del pugno che attirano i maschi. L’ultima illimitatezza la segnaliamo direttamente al sindaco. Più volte ha ripetuto parlando di questioni scottanti e di indagini in corso che egli è pronto ad andare in galera perchè certo del suo operato.

Veramente preoccupante questa sicurezza spinta al limite del desiderio di una esperienza terribile che solo chi non ha contezza della realtà può giudicare una avventura o una prova.

La galera da quella delle favole come nel conte di Montecristo a quella di Pertini e Saragat, che non a caso evasero, a quella di Gramsci che lo portò alla morte, a quella di Sofri che la descrive come l’ultima discarica, è un inferno in terra.

Per favore non lo dica più che è pronto alla galera.

Ci fa paura questa spavalderia, e se proprio pensa che sia una avventura glielo domandi a Giovanni Mauro cos’è quel luogo.

Meglio la mongolfiera che si ammoscia rispetto a questo ritmo dionisiaco forsennato perchè illimitato e condannato all’eternità che ha preso il sindaco.