I vicini di casa sconcertati
di Telenova


Ragusa – Il Tar di catania non concede la sospensiva chiesta dalla ditta “Funeral Home” contro il provvedimento che “chiudeva” l’attività avviata nel mese di dicembre in via Principessa Mafalda di Savoia, a Ragusa.
La funeral home, ossia “casa del commiato”, al centro delle polemiche dei residenti nei bassi del palazzo dove si allestivano anche le veglie funebri in attesa dei funerali. In dicembre il controllo della Polizia municipale e la ordinanza del Comune che nei fatti ha imposto la sospensione dell’attività. La ditta ha presentato ricorso chiedendo la sospensiva del provvedimento, ma il Tar l’ha negata.
Secondo il Comune, quella struttura era assimilabile ad una camera mortuaria e, pertanto, la ditta avrebbe dovuto ottenere le autorizzazioni necessarie a quel tipo di attività. Di diverso avviso l’impresa, che ha deciso di presentare il ricorso al Tar.
La battaglia tra la ditta Funeral Home di Ragusa ed i residenti dello stesso stabile in cui dovrebbe nascere questa camera ardente (una novità che andrebbe a sostituire l’uso della visita in casa del defunto) ha delle sfumature giuridiche non trascurabili. Sebbene il Tar non abbia concesso la sospensiva avanzata dalla ditta contro il provvedimento di chiusura a seguito di una ordinanza del Comune di Ragusa, occorre precisare che il tribunale non ha espresso alcuna valutazione circa la violazione o meno delle norme del regolamento di polizia mortuaria. “Il Tar – spiegano i legali della ditta – ha evidenziato la novità della questione in ragione del vuoto normativo e giurisprudenziale sulla materia. La Funeral home non è una camera mortuaria, ma una sala del commiato ossia null’altro che un salotto destinato ad ospitare la salma”.
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