di Redazione
“Avevamo deciso di ucciderci insieme”.
La linea difensiva di Ilario Ballestra, il barista 64enne di Scicli che ha ucciso Elisa Riccio, la moglie 85enne, resta quella del primo momento.
Ieri mattina l’uomo è comparso davanti al Gip del Tribunale di Modica, Patricia De Marco, sostenendo di aver deciso insieme alla moglie la morte di lei, salvo prometterle il proprio suicidio a seguire.
L’uomo sostiene che insieme alla moglie avrebbero deciso di farla finita. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto. Dopo averla soffocata con un cuscino, Ilario non avrebbe trovato la forza e il coraggio di tagliarsi le vene, pur tentando di farlo.
La versione dei fatti resta quella del primo momento, quando Ilario, davanti al cadavere della moglie, ha chiesto “scusa per il disturbo che vi ho dato” ai carabinieri e al Procuratore della Repubblica.
Gentile e triste come sempre.
La città è addolorata per quanto è successo e in molti si chiedono se ciascuno non abbia responsabilità nel non aver impedito che la tragedia si consumasse.
Intanto, domenica o lunedì, al cimitero di Scicli si terrà una cerimonia funebre officiata da don Guglielmo Padua per dare l’ultimo saluto a Elisa Riccio.
Una signora di Scicli ha acquistato e donato l’abito funebre che la donna indosserà per l’ultimo viaggio.
E’ chiaro a questo punto che Ilario Balestra resta in carcere, a Piano del Gesù a Modica alta, mentre l’autopsia sul cadavere della donna rivelerà tra qualche giorno la data cui si può fare risalire la morte della donna.
Una vita di stenti quella della coppia, conclusasi tragicamente, nel modo peggiore e più incredibile.
Costernazione e rabbia si avverte in quanti conoscevano il loro disperato caso umano, in quanti immaginavano che prima o poi la loro storia potesse vere un epilogo spiacevole. Mai tanto spiacevole come la vicenda di questi giorni ha restituito a una città scossa dalla forza della propria ineluttabile indifferenza.
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