“Khoros” di Ilde Barone, corso Umberto I 121 a Modica.
di Giuseppe Savà
Modica – C’è una grotta, c’è una cripta, una cappella segreta.
Era un negozio di argenti, oggi è uno spazio d’arte nella città che muore: il corso Umberto a Modica, cuore pulsante di vita sociale e commerciale, ora fantasma di se’.
E poi ci sono giovani donne e giovani uomini. Androgine ed efebici, dall’identità di genere dilatata, sfumata, senza contorni definiti.
Ci voleva la pittrice Ilde Barone per riportare un libeccio di vita a Modica bassa, dove la retorica del già visto, dell’autoreferenziale, dello stucchevole senza neanche lo stucco ha finito di stancare.
La pittrice modicana ha preso in affitto uno spazio meraviglioso, in pieno centro, di fronte al Monumento, ha convertito un ex negozio in luogo della fruizione culturale con una mostra personale.
Nei bassi dell’antico palazzo nobiliare appaiono all’improvviso un affresco verticale, forse residuo di una cappella privata, e poi una grotta inattesa, e infine loro, i quadri, i ritratti, i visi di donna interroganti, altri privi di sguardi, comunque appesi al chiodo di una domanda: io chi sono?
In questo luogo che dal negozio è passato all’ozio, nel senso latino del termine, di luogo di riflessione sulla vita, si respira finalmente il senso del vero, dell’autentico, dell’anticonvenzionale.
La cultura non è commercio, non è esibizione, non è invenzione. La cultura è sentimento.
E Ilde, proponendoci le sue donne talora irrisolte, ieratiche, serene nella loro fanciullezza virginale ci pone davanti alla domanda: quanto c’è di me in quel racconto di pittura e colori?
Visito il luogo, osservo i quadri e un interrogativo mi coglie alle spalle: “Peppe, mi prometti che non avrai paura di salire quel gradino?”
“Quale gradino, Ilde?”
“Il passo che non hai ancora saputo fare”.
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“Khoros” di Ilde Barone, corso Umberto I 121 a Modica.
Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20. Sabato e domenica chiusura alle 21.
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