Attualità
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06/06/2014 17:12

Immigrati: Caritas si mobilita per accoglienza, 13 donne ospitate in centro Palermo (2)

di Redazione

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Oltre all’accoglienza notturna e diurna, il centro offre alle donne anche la possibilità di cucinare in base alle proprie esigenze religiose ed etniche; l’assistenza legale gratuita, per esempio per la richiesta di permessi di soggiorno; l’orientamento ai servizi sanitari; servizio di mediazione culturale e supporto psicologico. “Questo centro è stato voluto in seguito alla tragedia del 3 ottobre avvenuta a Lampedusa. Proprio qualche giorno prima io fui nominato direttore della Caritas di Palermo spiega don Sergio Mattaliano . La mia esperienza in Caritas, dunque, iniziò così. In quell’occasione e poi in diverse altre, assistetti alle condizioni traumatiche e tragiche degli sbarchi”. “A dicembre, poi, la Caritas Italiana ha chiesto di ospitare temporaneamente alcuni migranti provenienti da un centro di accoglienza di Messina racconta . A gennaio, così, decidemmo di aderire alla rete dei Cas e di creare un centro di accoglienza maschile, al Punto incontro giovani nella struttura di Padre Messina, e un secondo destinato a donne e bambini accompagnati dalle mamme, che è appunto il Centro San Carlo e Santa Rosalia. Si tratta di un’esperienza che ci impegna molto ma che ci permette anche di uscire da certi parametri ingessati, per usare le parole di Papa Francesco, e di far emergere la multiculturalità della Chiesa Cattolica”. Attualmente ospiti del Centro sono 4 donne del Gambia, un piccolo Paese africano, 7 nigeriane, una somala insieme a un bimbo idrocefalo e al momento ricoverato in ospedale e un’eritrea. Tutte molto giovani e sbarcate nelle coste siciliane da poco più di un mese. La maggior parte è in attesa del permesso di soggiorno temporaneo. Adesso, però, la Caritas di Palermo ha deciso di coinvolgerle attivamente per avviarle verso un percorso di reinserimento sociale. A breve, infatti, partiranno i primi corsi di italiano e in cantiere anche laboratori di cucito. Quattro di loro, inoltre, verranno coinvolte in un’esperienza lavorativa concreta: firmeranno i primi contratti di collaborazione occasionale, in base ai quali si occuperanno della cucina e della pulizia dei locali del Cas.