Benzina e diesel, quanto scende il prezzo con il taglio delle accise
di Redazione
Arriva l’intervento del governo sui carburanti, dalla benzina al diesel, passando per Gpl e metano. Martedì il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare un decreto per attivare il meccanismo delle accise mobili e contenere l’impatto dei rincari energetici sui prezzi alla pompa. Secondo le stime degli esperti, il taglio potrebbe valere tra i 4 e i 5 centesimi al litro. Ma il ministero dell’Economia sta facendo i conti, con l’esecutivo che valuta anche altre leve fiscali per rendere il taglio delle accise più corposo.
Gli aumenti dei carburanti dall’inizio della crisi in Medio Oriente sono arrivati fino a un corrispettivo virtuale di circa 35 centesimi al litro per il gasolio. La riduzione delle accise allo studio dell’esecutivo potrebbe quindi tradursi in un calo limitato ma immediato dei prezzi.
Benzina e diesel, quanto può scendere il prezzo
Secondo Davide Tabarelli, esperto di energia e presidente di Nomisma Energia, il meccanismo delle accise mobili «può valere fino a un massimo di 7 centesimi al litro, ma più probabilmente – considerando alcuni limiti tecnici – potrebbe fermarsi attorno ai 4-5 centesimi al litro».
Il provvedimento non coprirà l’intero aumento dei carburanti, che in alcuni casi ha superato i venti centesimi al litro. L’intervento potrebbe però evitare, almeno nel brevissimo periodo, lo sforamento della soglia psicologica dei due euro al litro medi per il diesel e mantenere la benzina sotto quota 1,8 euro al litro. L’esecutivo, comunque, in queste ore valuta altri interventi, compresa una tassazione extra sulle compagnie petrolifere accusate di speculazione, per portare il taglio ad almeno 15 centesimi al litro.
Il ruolo del Brent
Il possibile intervento arriva mentre il prezzo del petrolio resta su livelli elevati. Il Brent, indice di riferimento internazionale per il greggio, negli ultimi mesi è stato scambiato stabilmente sopra i 70 dollari al barile e negli ultimi giorni è salito oltre quota 90.
Un livello ben superiore alla previsione contenuta nell’ultimo Documento di finanza pubblica, che per quest’anno stimava un massimo di 66,1 dollari al barile. Proprio questo scostamento attiva le condizioni per utilizzare il meccanismo delle cosiddette accise mobili.
Come funzionano le accise mobili
Introdotto con la Manovra del 2008 e poi riformato dal governo nel 2023, il meccanismo consente allo Stato di utilizzare l’extra-gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti per ridurre temporaneamente le accise su benzina e gasolio.
Il funzionamento si basa sul confronto tra il prezzo medio dei carburanti registrato nel bimestre precedente e il valore di riferimento indicato nell’ultimo Documento di finanza pubblica. Se il prezzo del petrolio supera stabilmente quel livello, lo Stato incassa più Iva e può utilizzare una parte di questo extra-gettito per ridurre le accise. L’Iva al 22% si applica infatti sull’intero prezzo del carburante, comprese le accise, che incidono mediamente per circa il 35% sul costo di benzina, diesel e Gpl. Nel complesso l’imposta arriva così a pesare per circa il 18% del prezzo finale.
La decisione del governo
Con il Brent stabilmente sopra i livelli previsti dalle stime ufficiali, la condizione per attivare il meccanismo risulta quindi già verificata. Il ministero dell’Economia, di concerto con quello dell’Ambiente, applicherà la norma con un decreto.
L’annuncio della misura è arrivato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni con un video pubblicato sui social: «Siamo impegnati per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini e la nostra nazione». La premier ha spiegato che il governo sta valutando l’attivazione delle accise mobili, «uno strumento che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023».
Sul tema si registra una rara convergenza politica. Dopo il pressing delle opposizioni, l’ipotesi di intervenire sulle accise ha raccolto consensi anche fuori dalla maggioranza. «Meglio tardi che mai», hanno commentato i capigruppo del Pd Chiara Braga e Francesco Boccia, mentre la segretaria dem Elly Schlein aveva già chiesto nei giorni scorsi un taglio delle accise mobili.
La decisione del governo
Con il Brent stabilmente sopra i livelli previsti dalle stime ufficiali, la condizione per attivare il meccanismo risulta quindi già verificata. Il ministero dell’Economia, di concerto con quello dell’Ambiente, applicherà la norma con un decreto.
L’annuncio della misura è arrivato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni con un video pubblicato sui social: «Siamo impegnati per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini e la nostra nazione». La premier ha spiegato che il governo sta valutando l’attivazione delle accise mobili, «uno strumento che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023».
Sul tema si registra una rara convergenza politica. Dopo il pressing delle opposizioni, l’ipotesi di intervenire sulle accise ha raccolto consensi anche fuori dalla maggioranza. «Meglio tardi che mai», hanno commentato i capigruppo del Pd Chiara Braga e Francesco Boccia, mentre la segretaria dem Elly Schlein aveva già chiesto nei giorni scorsi un taglio delle accise mobili.
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