di Redazione
La morte di un appalto. Sembra il titolo di un film e invece è ciò che accade a Scicli nella vicenda dell’ampliamento dell’appalto del cimitero. Il Comune ha appaltato i lavori di ampliamento parecchi mesi fa a una ditta. L’impresa che si è classificata seconda ha fatto ricorso al Tar, che ha accolto la sospensiva. L’aggiudicataria ha fatto ricorso al Cga, che si è rifiutato di decidere, rinviando al Tar, che di lì a poco avrebbe dovuto decidere nel merito.
Intanto, un cittadino ha prodotto un esposto all’Authority nazionale per i lavori pubblici, segnalando che il sito scelto dal Comune undici anni fa per costruire il nuovo cimitero è infelice. Il Tar di Catania ha rinviato sine die la decisione sul merito, facendo leva su questo conflitto sollevato da un privato contro l’amministrazione pubblica.
La vicenda ha un che di paradossale. L’individuazione del sito di contrada Mendolilli fu operata dalla giunta Padua, che incaricò a suo tempo una commissione speciale, che lavorò oltre un anno per addivenire alla risoluzione di ampliare il sito attuale, preferito a quello di contrada San Franischiello. A distanza di undici anni, quando il progetto esecutivo è stato ultimato e l’opera pubblica è andata in appalto, con tanto di aggiudicazione, i lavori non iniziano per questo rimpallo di competenze fra tribunali amministrativi e Authority. A Scicli, intanto, la carenza di sepolture è diventata cronica.
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