Cultura
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29/08/2026 15:12

In ricordo di Ciccio Belgiorno. I disegni inediti

Pubblichiamo i disegni inediti di Franco Antonio Belgiorno.

di Lino Bellia

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Scicli -La zia Giovanna – signorina per scelta – per tutta l’estate affittava a Sampieri la “Casa dell’oleandro” di don Angelo Savà.

La metteva a disposizione dei nipoti Belgiorno. I nipoti di Modica, quello di Roma e l’esule volontario della Germania.

Ho conosciuto Ciccio Belgiorno un’estate del 1976, nelle frescure del baglio della grande casa di Lina, nipote più piccola, ra gna’ Michela a Traversa.
Ciccio era vestito di bianco. Camicia di lino a maniche lunghe, pantaloni con le pences e un panama avano a tesa larga. Sembrava uscito da una rivista di moda.

Quale fu il punto immediato di convergenza? Eravamo entrambi siracusani. E si sa, quando si condivide l’origine, si cercano fatti e luoghi comuni. Quel ricordare ci isolò per pochi minuti dalla compagnia.

Ciccio ha sempre avuto, come motivo del suo vivere, la meraviglia. Per Lui tutto era…”bellissimo”. La voce aveva poco tono, perché era una voce fiatata, flebile, delicata.

C’eravamo ripromessi di andare a fare dei ritrovamenti insieme a Siracusa. Non c’è stata la possibilità. Sono certo avrei visto tanti luoghi in altro modo, la sua narrativa descrittiva, era chiara come una fotografia a colori.

Ora, questi disegni inediti di Ciccio, me lo presentano ancora una volta nuovo. Ciccio aveva il titolo di geometra, mai utilizzato. L’istituto per geometri a Siracusa, era in viale Teocrito presso Santa Maria istituto religioso.
Quello era l’unico e Ciccio sicuramente quello ha frequentato alla Borgata.
I disegni sono di linee certe. La mano traccia sul foglio immagini a volte riconoscibili e forme di geometrie solo compositive. Sempre in relazione armonica. Alberi, sede, figure stilizzate.

Gli ultimi tempi, ormai tornato a Modica, lo andavo a trovare nel terrazzo della zia Giovanna al Cartellone. San Giorgio, sfacciatamente, ci saltava addosso.
Oppure a fare salotto e firmare i suoi stessi libri, alla Talpa, storica libreria di Modica.

Quando è mancato Duccio, fratello più piccolo di Ciccio, ho avuto questa sensazione, Ciccio stava assistendo, da vivo, alla partecipazione del suo funerale, però da vivo. Un paradosso del tempo.