Lo dice Il Sole 24 Ore
di Nino Amadore
In Sicilia l’energia costa di più e ciò è ormai insopportabile. Lo dice l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, lo ribadisce il presidente degli industriali siciliani e delegato nazionale di Confindustria alla Legalità Antonello Montante, che lancia un appello alla responsabilità.
Serve, è opinione comune, il raddoppio dell’elettrodotto tra Sorgente (sul lato siciliano) e Rizziconi (sul lato calabrese), il cosiddetto Ponte elettrico tra la Sicilia e la Calabria che metterebbe in sicurezza il sistema elettrico nazionale e soprattutto quello siciliano: investimento di 700 milioni e posa di un cavo di 105 chilometri di cui 35 sottomarini. Opera già avviata ma finita nel mirino di comitati locali soprattutto sul lato siciliano.
E il governo regionale guidato da Rosario Crocetta, cedendo alle pressioni, ha chiesto chiarimenti nonostante tutte le autorizzazioni siano state rilasciate. Ecco, secondo alcuni calcoli, il ritardo nella realizzazione di quest’opera è costata fin qui al sistema Paese oltre 3,5 miliardi: un valore che rappresenta il sovracosto dell’energia elettrica in Sicilia negli ultimi cinque anni. In dettaglio, nel rapporto dell’Autorità si legge che nel 2011 la differenza di prezzo a Mwh tra la Sicilia e la zona Sud è stato mediamente di 24 euro e in particolare il prezzo medio mensile nell’isola è stato di 93,11 euro per Mwh mentre nella zona Sud il prezzo medio mensile è stato di 69,04 euro per Mwh. Non solo. Da un’analisi fatta la scorsa settimana su dati della Borsa elettrica nazionale nella fascia oraria che va dalle 19 alle 21 il costo dell’energia in Sicilia è stato di oltre 160 euro per Mwh mentre nella zona Sud è stato di 75 euro per Mwh. Nel mese di gennaio il prezzo medio dell’energia elettrica in Sicilia è stato di 90 euro per Mwh mentre nella zona Sud è stato di 60 euro.
Nel periodo 2009-2012 si parte con un prezzo medio per la Sicilia di 88 euro per Mwh e di 59 nella zona Sud, e si arriva al 2012 con un prezzo medio nell’isola di 95 euro per Mwh e di 70 nella zona Sud. Una crescita del prezzo medio quasi dell’8 per cento. La realizzazione del raddoppio, secondo i tecnici, aiuterebbe la concorrenza e dunque il calo dei prezzi integrando la Sicilia con il resto del paese. Lo dice, anche, l’Autorità per l’energia in una segnalazione inviata al governo a ottobre 2012 nella quale, tra l’altro, precisa che il maggior costo dell’energia elettrica in Sicilia è «riconducibile prevalentemente all’obsoleto e mediamente più costoso parco di generazione».
L’elettrodotto sottomarino fa parte dell’elenco di opere strategiche stilato da Terna e Autorità per l’energia e che sarà oggetto di costante monitoraggio da parte dell’Authority: il cronoprogramma prevede che l’opera sia consegnata nel giugno del 2015 anticipandolo di sei mesi. Su questo fronte si inserisce il richiamo di Montante il quale si appella al buon senso di tutti: «Le notizie sul costo dell’energia elettrica in Sicilia, a causa della mancata realizzazione dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi.sono diventate allarmanti e non necessitano di alcun commento – dice il leader degli imprenditori siciliani -. È necessario trovare al più presto un punto d’incontro per sgombrare il campo dalle remore e dagli ostacoli che ancora si frappongono alla realizzazione dell’elettrodotto, un’opera indispensabile, peraltro, anche per lo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili, che rappresentano per la nostra Regione una grande opportunità. Sono certo che tutti gli attori coinvolti riusciranno ad individuare soluzioni idonee che consentano la realizzazione di questa opera infrastrutturale strategica salvaguardando al contempo la salute dei cittadini e dell’ambiente».
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