Ben 1,9 milioni transitano sulla rotta Catania-Roma Fiumicino, la più trafficata d’Italia.
di Redazione
Catania – Ben 1,9 milioni transitano sulla rotta Catania-Roma Fiumicino, la più trafficata d’Italia.
La procedura per la privatizzazione della società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso che è ufficialmente partita ieri, con la pubblicazione del bando per la manifestazione di interesse denominato “Project Goldrake”.
Chi vorrà entrare nel capitale sociale con una quota di maggioranza dovrà dimostrare di averli. Uno su tutti: un fatturato globale medio in almeno tre esercizi nell’ultimo quinquennio da almeno 150 milioni di euro.
La procedura serve a selezionare gli operatori economici interessati all’acquisizione di almeno il 51% della Sac Società Aeroporto Catania Spa.
Per essere ammessi, i partecipanti devono dimostrare solide capacità economico-finanziarie e una comprovata esperienza tecnica, partendo dal requisito base dell’iscrizione nel Registro Imprese della Camera di Commercio competente o in registri equipollenti per gli operatori stranieri: si dovrà poi creare una “newco” apposita. Il bando fissa paletti di bilancio estremamente rigidi, che mettono in evidenza come detto la necessità del fatturato annuo di almeno 150 milioni di euro. Per i gruppi societari questo valore può riferirsi al fatturato consolidato, mentre per i fondi di investimento al fatturato aggregato pro quota delle società partecipate; per le realtà più giovani, il requisito è in capo ai soci controllanti. Ancor più rilevante è il parametro relativo alla solidità aziendale: l’operatore deve aver chiuso l’ultimo esercizio sociale dimostrando un patrimonio netto non inferiore a 300 milioni di euro, calcolabile anche in forma consolidata o come patrimonio disponibile in caso di fondi. Qualora l’offerta arrivi da una cordata o da un raggruppamento di imprese, tali soglie finanziarie devono essere soddisfatte in forma aggregata.
Sul fronte operativo, è richiesta un’esperienza specifica di almeno cinque anni, maturata nell’ultimo decennio, che si traduce nell’aver gestito uno o più aeroporti con un volume di traffico pari o superiore a 10 milioni di passeggeri annui. In alternativa, il requisito tecnico si considera soddisfatto se il candidato ha detenuto almeno il 30 per cento del capitale in società che gestiscono scali con le medesime soglie di utenza. Il percorso delineato punta a cedere le azioni attualmente in mano ai cosiddetti “soci pubblici”, che sono liberamente trasferibili e costituiscono l’intero capitale sociale di oltre 31 milioni di euro.
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