Con il modicano Dario Adamo
di Redazione

Catania – Un sentito omaggio al Cigno catanese quello offerto agli appassionati della lirica che ieri sera hanno assistito al concerto organizzato da Sicilia Operacademy.
Introdotte da una prolusione di Aldo Mattina, docente di Storia della Musica presso l’istituto musicale etneo, hanno risuonato le più note arie belliniane in una rapida quanto avvincente successione che ha visto avvicendarsi il soprano Marianna Prizzon, il baritono Giovanni Di Mare e il tenore Dario Adamo (quest’ultimo al suo debutto catanese).
Ad accompagnare il canto delle immortali melodie, il pianista William Grosso (direttore artistico di Sicilia Operacademy e della rassegna “Catania, InCanto di Natale” di cui l’evento faceva parte) e l’arpista Stefania Tosto.
Ad impreziosire l’evento, i particolarissimi “Quadri- bassorilievi” inerenti la vita e le opere di Vincenzo Bellini, realizzate dall’artista Scudrì.
Per la cronaca, Marianna Prizzon, cantante triestina di fama nazionale, ha incantato gli astanti con arie tratte da “I Capuleri e i Montecchi”, “La sonnambula” e “I puritani”; l’augustano Giovanni Di Mare, oramai avviato a luminosa carriera, ha dato superba prova tecnico-espressiva in pagine tratte da “Beatrice di Tenda” e “I puritani”; Dario Adamo, tenore ragusano, rievocando la padronanza assoluta della tessitura sovracuta che fu di Giovan Battista Rubini (collaboratore prediletto di Bellini), si è invece cimentato con le arie più impervie e talvolta meno conosciute del genio catanese.
Il concerto ha toccato l’apice conclusivo con le ariette da camera, eseguite dal baritono, la rara e svettante “All’udir del padre afflitto” (da “Bianca e Fernando”), cantata dal tenore, e il duetto soprano-tenore “Prendi l’anel ti dono” (da “Sonnambula”).
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