Il rogo stanotte alle 2
di Giuseppe Savà
A un anno esatto, stessa vittima, stemmo metodo: l’incendio. Brutto episodio intimidatorio ai danni di un veterinario 38enne, G.E., la scorsa notte a Sampieri.
Ignoti hanno incendiato la sua Bmw 320 station wagon parcheggiata in viale Miramare. Il rogo ha danneggiata anche un’Audi A3, di proprietà della madre del veterinario e parcheggiata di fianco alla station wagon. Quest’ultima auto aveva appena tre anni di vita.
Ad accorgersi delle fiamme il veterinario e la moglie, che abitano a pochi metri di distanza dall’accaduto, in via Sant’Elena. Sul posto i vigili del fuoco di modica e i carabinieri del Nucleo radiomobile modicano.
L’auto è andata completamente costrutta. Solo la prontezza di spirito del proprietario ha evitato che le fiamme avvolgessero l’altra auto.
Desta
Lo scorso anno, in primavera, ignoti avevano incendiato la pizzeria La Spiaggetta, di proprietà del veterinario. Fatto estremamente significativo, un anno fa, il 15 maggio, ignoti incendiarono la Pizzeria La Spiaggetta, di proprietà della famiglia del veterinario, sita alle porte della borgata. E’ come se gli incendiari hanno voluto festeggiare in maniera macabra l’anniversario. Sul tetto della Bmw è stata ritrovata una tanica di benzina. Un gesto inequivocabile, di natura intimidatoria.
Sulla matrice dolosa dell’incendio appiccato alla pizzeria un anno fa la Procura di Modica non ha dubbi.
Il fascicolo aperto dalla magistratura inquirente parlava azione ad opera di ignoti. Le indagini, però, hanno portato all’iscrizione sul registro degli indagati di cinque persone, tre albanesi, uno sciclitano ed una quinta persona che non è del posto ma che frequenta la zona. Nei loro confronti è stato ipotizzato il reato di incendio doloso aggravato in concorso e così nei giorni scorsi è stato emesso l’avviso di conclusione delle indagini da parte dell’ufficio del pubblico ministero presso il Tribunale di Modica.
La pizzeria è di proprietà della famiglia del veterinario che l’hanno rimessa in attività un mese dopo, nel giugno 2010. Le tre vittime sottolineano di non avere mai ricevuto richieste estorsive e di non conoscere, tranne l’uomo di Scicli, nessuna delle persone indagate. Quella notte gli autori avevano agito con grande perizia, creando una serpentina di liquido infiammabile fra il bar e la pizzeria. Avevano, anche posizionato un bidone di benzina sulla sommità del locale quasi a lambire il tetto approfittando del fatto che all’interno si trovavano ancora le sedie ed i tavoli che, una volta aperta l’attività, vengono portati all’esterno. Avevano asportato anche una pompa per innaffiare le piante dell’ampio giardino che avrebbe aiutato molto nel caso dello spegnimento dell’incendio. Ad accorgersi che qualcosa all’interno del camping non andasse per il verso giusto era stato uno dei tre proprietari, noti imprenditori e professionisti appartenenti ad una delle famiglie più in vista di Sampieri. Una pura fatalità visto che il giovane, rientrando nella sua abitazione dalla vicina Cava D’Aliga, dall’interno della sua autovettura si era accorto che le luci della struttura ricettiva erano spente. Si era insospettito anche perché l’accensione automatica con il timer è programmata prima di quell’ora. Ha pensato ad un guasto all’impianto elettrico. Una volta sul posto, però, l’acre odore del fumo lo ha colpito.
L’on. Ragusa preoccupato
L’on. Orazio Ragusa è preoccupato per l’ultimo episodio di criminalità che ha interessato la popolosa borgata di Sampieri e che ha danneggiato un’auto data alle fiamme.
“Esprimo solidarietà alla vittima dell’episodio intimidatorio e confido nell’attività delle forze dell’ordine”.
Così dichiara l’on. Orazio Ragusa che vuole manifestare la vicinanza delle istituzioni agli operatori economici che hanno scelto di operare nella nostra laboriosa provincia.
“E’ necessario – conclude Orazio Ragusa – un aumento di organico dei carabinieri per poter impiegare più uomini nel monitoraggio delle borgate del territorio di Scicli”.
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