di Redazione
Il coprifuoco a Scicli non conosce eccezioni, neanche il sabato sera.
Incendiata una Mercedes 250 td vecchio modello di proprietà di un settantasettenne di Scicli, V.M., attualmente agli arresti domiciliari per la nota vicenda della violenza sessuale ai dabni dii una minorata psichica ventunenne.
L’incendio, di probabile natura dolosa, si è sviluppato all’una meno un quarto della notte tra sabato e domenica e ha avviluppato l’auto dell’uomo, che risiede nella dirimpettaia via Roma, fondendo gli ingranaggi del freno a mano, fino a farla scivolare su una Lancia Y, parcheggiata lì di fianco, di proprietà di una donna, M.C., anch’ella di Scicli. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Scicli, i colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica, e i Vigili del Fuoco del distaccamento di Modica.
E’ il secondo incendio che si verifica in piazza Mazzini. Il quindici ottobre scorso era stati dati a fuoco una Lancia Y e un furgone Renault adibito al trasporto delle persone di proprietà del gestore di una casa di riposo. Quella notte addirittura aveva piovuto a dirotto.
Sembra che la mano di un piromane torni a colpire con maniacale ripetitività negli stessi luoghi con la stessa frequenza. Il sabato notte, prima comunque delle due, negli stessi luoghi. Salvo, forse fuggire verso casa.
Le indagini non escludono nessuna ipotesi investigativa. Dall’inizio dell’anno questo è il quinto incendio di probabile matrice dolosa ai danni di un automezzo che si registra a Scicli. L’ultimo il 19 febbraio in via Tripoli, in una strada distante appena cento metri dal luogo di questo nuovo episodio. Come se il raggio di azione dell’autore di questi roghi fosse circoscritto alla stessa circonferenza.
La circostanza che l’auto in questione fosse di proprietà di un uomo agli arresti domiciliari pare essere secondaria rispetto ad altre coincidenze, che limitano il verificarsi degli incendi ai soliti luoghi, alle stesse dinamiche, quasi alle stesse abitudini.
Coprifuoco. Non c’è parola più adeguata per descrivere il sentimento diffuso nella popolazione, ormai atterrita dal ripetersi degli incendi dolosi alle auto, senza sosta, anche nel fine settimana. A Scicli ci si chiede se si debba aspettare episodi di maggiore gravità perché si intervenga in maniera risolutiva, dando sollievo a una comunità provata da questo stillicidio che da oltre dieci anni mina il quieto vivere di persone che a volte non riescono neanche a immaginare perché qualcuno possa aver voluto bruciare loro l’auto.
I carabinieri hanno un quadro dei sospetti e non hanno lesinato risorse ed energie negli ultimi giorni per tenere a bada personaggi “border line”, come si dice in gergo, al limite della tenuta psichica, per evitare il ripetersi di questi fatti. Ma evidentemente ciò non basta. La città chiede sicurezza. E forse la prima cosa che la nuova amministrazione dovrà mettersi in testa di realizzare è un capillare sistema di videosorveglianza.
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