di Redazione
Gli incendi dolosi tornano a illuminare le notti di Scicli. Stavolta ad andare a fuoco un motorino di proprietà di una donna di ventiquattro anni, C.M.. Lo scooter, un 125 centimetri cubici, era parcheggiato in via Antimonio, in pieno centro storico, una stradina perpendicolare tra la via Mentana e il corso Mazzini.
L’intervento dei vigili del fuoco ha scongiurato che le fiamme si estendessero a un negozio di abbigliamento e a un palazzo nobiliare del centro storico di Scicli.
Sull’episodio indagano i carabinieri. L’ultimo incendio ad un automezzo risale al 17 gennaio scorso, quando in via Colombo fu incendiato un Peugeot Ranch.
Sono circa duecento le auto andate a fuoco negli ultimi due lustri. Uno stillicidio che non conosce tregua e le cui responsabilità sono addebitabili a più mani che nel corso di questi anni hanno approfittato della “quotidianità” della pratica degli incendi per nascondersi nel buio che ha avvolto il fenomeno dei roghi dolosi.
A undici anni dall’inizio dell’incessante sequela di attentati incendiari ad auto e cassonetti che hanno posto la cittadina barocca, venticinquemila anime, ai vertici delle classifiche nazionali per numero di incendi dolosi in rapporto agli abitanti, il problema degli incendi è la vera piaga sociale della città.
Gli incendi alle automobili sono diventati routine. L’episodio ancora precedente era accaduto ai danni di una Golf, e si era verificato in via Fiumillo, il 30 dicembre, poco più di due settimane fa. Gli ignoti piromani agiscono sempre in un momento della notte precedente le due. Gli incendi si verificano comunque nella prima parte della nottata, mai a notte fonda, rarissimamente all’alba. Una consuetudine, quella dell’orario, pari a quella del gesto, diventato quasi “atteso” in una comunità abituata a svegliarsi spesso la notte per spegnere le fiamme che avvolgono le auto.
I carabinieri cercano di comprendere ora in quali ambienti è maturato quest’ultimo episodio. Pare da escludere che possa essersi trattato di un gesto di piromania, ma nessuna pista investigativa viene esclusa. Si indaga nei rapporti familiari della donna, e si cerca di comprendere se nell’ambito delle proprie frequentazioni ci possa essere la chiave di questo episodio. Ancora in corso di quantificazione i danni, soprattutto al palazzo del centro storico, restaurato pochi anni fa.
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