di Redazione
“Vedremo a programmazione ultimata se le risorse finanziarie destinate agli interventi infrastrutturali per il Sud e in particolare per la Sicilia saranno adeguate non solo al fabbisogno, ma soprattutto se esse corrisponderanno a quelle previste in base all’appartenenza alle Regioni a “obiettivo 1” e se sarà rispettato il principio dell’addizionalità da parte del Governo nazionale: le risorse comunitarie non possono coprire i buchi di bilancio”. Così il vicepresidente Udc alla Camera, Giuseppe Drago, al termine del Question Time.
“Le scelte del Governo – sostiene l’esponente centrista – contraddicono il Dpef laddove si ritenevano prioritari gli investimenti infrastrutturali per il centro sud; infatti, i piani dell’Anas e delle Ferrovie destinano il 66% al centro nord e il 34 al centro sud. Capisco che la programmazione può essere modificata, ma il dato è questo”.
“Tra l’altro – prosegue Drago – il programma quadro strategico nazionale predisposto dal Ministero delle Infrastrutture, anche per queste motivazioni, è stato fortemente censurato dalla Commissione europea, dopo essere stato già dichiarato ‘non ricevibile’ nel febbraio di quest’anno”.
“Pertanto – sottolinea – auspichiamo che le assicurazioni del Ministro di considerare il piano in continua evoluzione sulla base degli interventi cantierabili e realizzati possa alla fine destinare ad ogni Regione ciò che realmente le spetta”
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