Lettere in redazione
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01/02/2009 01:31

Innamorarsi a Scicli. Una lettera

di Redazione

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Tutti a Scicli siamo innamorati. L’amore è una febbre che ti acchiappa nell’età dei brufoli e non ti lascia mai finche campi. Financo
vecchio rimbecillito su una sedia a rotelle t’innamori della badante polacca e cerchi di sposarla.

C’è il tipo che s’innamora di tutte le femmine che incontra, c’è l’altro che cambia amore ad intervalli regolari e infine il fesso sfigato
che è innamorato da una vita della stessa donna. La quale si mette con tutti, ma proprio con lui no!

La sindrome della cammella. Questa è una malattia che colpisce chi si trova o lavora in un luogo chiuso. Non avendo contatti con il mondo esterno, lo sciclitano, costretto per forza maggiore a venire a contatto con poche persone, s’innamora di chi c’è. Dell’unica persona che
si trova a tiro. Che sia bella, che sia brutta è marginale. Lui comunque s’innamora.

Entrando in un ufficio di commercialista mi accorgo che l’impiegato vicino alla stampante si irrigidisce, mi guarda come volesse
rimproverarmi.
Mi avvicino e chiedo: “Qualcosa non và?”. “Certo. Se non entravi tu ci scappava il bacio!”. “Come, scusa?”
E lui “Sono mesi che ci provo e poco fa lei stava per baciarmi. Poi sei entrato tu…”
Ed io “Scusa, lei stava per baciarti? La… bertuccia ehm…. la ragazza seduta là?”
Quello con gli occhi stravolti dal desiderio “Già, proprio lei. Hai visto che seno? E’ una favola!”
“Già, effettivamente…” approvavo per farlo contento “un bel pezzo di… animale!”

La sindrome della cammella parla di un tizio che trovandosi in un oasi sperduta nel deserto con l’animale in questione se ne innamora al
punto che, arrivando una ragazza bellissima nell’oasi, continua ad importunare la cammella e ignora la sventola.
Una malattia incurabile!

A Scicli ci si innamora sempre. Se si innamorano i ragazzi è normale. Ma i grandi innamorati, che spettacolo!

L’amore scoppia sul luogo di lavoro. Ci si innamora della collega, la si corteggia. Lei, che ha una bella età e magari un bel
contachilometri pieno pieno, cede.

“Ah, ma come sapevi che carazzendomi proprio in quel punto io non resisto e mi butto?”
E tu, grande conquistatore sciclitano “Vuoi mettere? Io con le donne sono il numero uno dei numeri uni.
Per anticipare la fine della storia, poi scopri quasi subito che l’altro collega la tocca in un posto completamente diverso da quello che
hai toccato tu e lei, per sicurezza, cede ugualmente. Ma questo lo scoprirai dopo, intanto l’amore (e l’innamoramento) è scoppiato.

Che amore, che grande passione. Proprio quando non ci speravi più… ecco la donna della tua vita!
Si incrociano gli sguardi, si sfiorano le mani ad ogni passaggio di carte. Fai tutto lo straordinario che puoi fare. Ti offri volontario
per l’inventario della domenica mattina.
Intanto pensi al fatidico bacio. Ti immagini come potrà essere. Chiuderai gli occhi o la guarderai per controllare se lei li chiude oppure
no? Cominci a portare dentrificio e spazzolino in macchina… non si mai!
La gente ti guarda annusarti le ascelle e tu, con nonchalanche, fai finta di pulirti la guancia contro la manica della giacca.
Poi, non soddisfatti del menage aziendale, assetati di amore, di conferme e di stare assieme in posti diversi, vi incontrate fuori.
Per fortuna che ci sono i telefonini. Vi chiamate, vi parlate, vi incontrate.
Ma come giustificare un incontro con una persona conosciuta ma non amica?

“L’incontro casuale”.

Un classico dell’incontro casuale è il locale pubblico. Lui da solo, lei da sola.
Non può essere un bar. No, al bar la donna non entra da sola.
Anche se, a dire il vero, trovandomi in un bar di Catania con un collega anni addietro, vedo una donna alle otto del mattino entrare da
sola e scolarsi una birra alla spina da sessantasei centilitri. E’ stata dura per noi, all’antica, far finta di niente.

Il supermercato. Il classico incontro casuale avviene al supermercato.
“Ciao. Guarda che combinazione!” a voce alta. Poi il tono della voce si abbassa subito fino al bisbiglio e giù paroline dolci in mezzo ai
pannoloni ed alla carta igienica.

L’incontro casuale non desta sospetti. Quando è uno, no! Ma gli innamorati sciclitani non si accontentano di certo di un solo incontro. E
li vedi girare tutti i supermercati di Scicli e li vedi incontrarsi casualmente: “Ah, di nuovo tu?” “
Si, qui ci sono le offerte di
salumeria che non si possono perdere
” e poi tutti bisbigli e paroline e sguardi circospetti.

Supermercato si, però. Però devono essere due “responsabili d’acquisto”. Qualcosa la devono prendere e devono portarla a casa. Ma se in
genere non fanno la spesa? Come fanno?
L’incontro casuale avviene per strada. Già, tu cammini, lei cammina e… vi incontrate. Casualmente.
Ciauuu” certo che la saluti, vi conoscete. Lei “Ah, ciauuu. Non ti avevo visto. ” Invece camminava da mezz’ora col telefonino
nell’orecchio a dire “Dove sei? Spunti da qui, spunti da lì o esci da là?”.

Che carini. Si guardano negli occhi e non osano guardarsi in giro con la paura di vedere qualche faccia nota. E parlano, parlano, parlano.
Aspide! Per un incontro casuale ne avevano cose da dirsi!

Non sempre però innamorarsi a Scicli significa essere corrisposti.
No, spesso è al contrario. Ti innamori di lei, lei è innamorata di un altro, l’altro è cotto di una terza persona che passa tutta la vita a
corteggiarne un quarta. E così all’infinito. Tutti innamorati e tutti infelici.

Ma se invece di guardare tutti davanti col paraocchi, ci fermassimo a guardare dietro? Solo un attimo.
Vedremmo un tizio sfigato che ti corre appresso da una vita e muore d’amore per te. Il quarto si ferma e si accontenta della terza e così
via.
In un attimo tante storie di ordinaria infinita tristezza finirebbero in normalissime e banali storie d’amore. Tutti accoppiati, quasi
tutti contenti.

Ma parliamo dello sfigato sciclitano tipo. Quello innamorato da una vita della ragazza che non lo caca mai.
Conosce tutto di lei, la data di nascita, onomastico e segno zodiacale. Ogni anno le manda gli auguri di Buon Natale, Buon Anno, Buona
Pasqua e Buon Carnevale ma quella non si è mai degnata di rispondere. Manco un SMS.
Finalmente si decide. La sua vita non può andare avanti così. Si deve dichiarare.
Le scrive una lettera. Ci mette dentro l’anima. Descrive tutto il amore, la sua vita dedicata a lei, a questo amore immenso che lo prende
totalmente ed è l’unica ragione per la quale la mattina si alza ed è lei che pensa la sera prima di addormentarsi. In questa lettera mette
tutto se stesso, un pezzo di cuore, profuma il foglio, lo bacia. Una lacrima di commozione scende sulla busta, la bagna.
E’ perfetta. Non può fallire. Stavolta lo sente, lei sarà finalmente sua.
Gliela consegna a mano, di persona. Vuole essere certo che lei l’avrà ricevuta.

Eccola, la vede. Corre, la chiama.
Lei lo vede, si ferma, lo aspetta.
Quando lui la raggiunge, commosso, le porge la busta e… chiude gli occhi.
Si aspetta che lei dopo aver letto lo possa anche baciare. E’ teso, nervoso. Aspetta.
Grazie Pino, per fortuna che c’eri tu!” esclama la ragazza “Che situazione, queste cacche di cani in mezzo alla strada… Che schifo!
Pulisce lo stivale imbrattato di cacca con la carta che l’amico Pino le ha prontamente fornito, ringrazia, butta la busta nel cassonetto e
se ne va.

Ma non c’è solo lo sfigato “lui”. A Scicli c’è anche la lei sfigata. Lei gira in macchina. Lui non la considera. Lei non si da per vinta e
gira, continua a girare. Se vedi una tipa che gira per trenta volta in un solo giorno sempre per la stessa strada non ci fare caso. E’ la
sfigata lei. La tecnica di seduzione è la presenza fisica. Presenza nel senso di quantità. Troppo presente, sempre presente. Lei c’è
sempre. Cammini a piedi e ti sorpassa in macchina. Vai in macchina e ti viene dietro. Sei al bar ti parcheggia vicino. Non se n’è accorto
nessuno, ma lo sospettano tutti. Se in amore vince chi fugge, la sfigata lei non ha proprio speranze!

E poi per finire, che belli tutti sti vecchietti a braccetto con tante belle ragazze dell’est.
Ah, la vecchiaia a Scicli. Non vedo l’ora che arrivi!
 

riccardo