Giudiziaria
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01/08/2026 15:21

Interrogati, non parlano davanti al giudice i gemelli (insospettabili) presunti estortori di Donnalucata

Si tratta di due gemelli 52enni molto noti a Scicli.

di Redazione

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Scicli – Si sono svolti nel carcere di Ragusa gli interrogatori di garanzia per i cinque uomini di Scicli raggiunti nei giorni scorsi da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa su coordinamento della Procura della Repubblica. Davanti al giudice i cinquantaduenni gemelli B.A. e R.C.A. si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Gli altri indagati — F.M. di 45 anni, e G.E. di 41 anni e C.D. di 43 anni — sono comparsi anche loro per l’atto difensivo. Tutti sono gravemente indiziati come mandanti ed esecutori materiali, dei reati di tentata estorsione in concorso aggravata e lesioni personali aggravate in concorso.

Tutto nasce da un brutale episodio avvenuto nel tardo pomeriggio dello scorso 3 febbraio 2026 a Donnalucata. Vittima dell’aggressione fu un pensionato di 72 anni che, mentre percorreva via Salvador Allende a bordo della propria autovettura, fu improvvisamente intercettato, affiancato e bloccato da una Fiat Panda che gli sbarrò la strada. Dall’utilitaria scesesro tre uomini che lo costrinsero a scendere con inaudita violenza, trascinandolo sull’asfalto e colpendolo ripetutamente con calci, pugni e schiaffi. Mentre infierivano sulla vittima inerme, gli aggressori gli rivolsero pesanti minacce di morte estese anche ai familiari, pretendendo il saldo immediato di un presunto debito di 24.000 euro che l’anziano ha sempre disconosciuto.

La spedizione punitiva sarebbe stata ordinata per recuperare forzosamente un credito di 24.000 euro legato a pregressi prestiti di denaro concessi dai due alla vittima e alla sua ex compagna.

Un quadro accusatorio fortificato dalle perquisizioni eseguite nei mesi scorsi nelle abitazioni dei presunti mandanti, dove all’interno di alcune casseforti erano stati rinvenuti oltre 48.000 euro in contanti e diversi assegni, inclusi titoli di credito firmati dalla stessa vittima. A casa di uno dei mandanti, sono stati inoltre sequestrati ulteriori 6.500 euro in contanti.