L'insegnante afferma di non avere alcun timore a tornare in cattedra: «Io non ho paura per niente»
di Redazione
Roma – «Stavo iniziando l’interrogazione per il recupero del debito di storia, lo studente non era ancora in classe ed era in ritardo. A un certo punto, è entrato con gli occhiali con la telecamera, il caschetto. Tutto è accaduto in pochissimi istanti: mi ha spruzzato lo spray al peperoncino. Non so come ho fatto, ma ho poi ho visto il coltello di almeno venti centimetri ed era ormai troppo tardi. Mi ha colpito tre volte». Così Isabella Marsilio, la professoressa accoltellata stamane da un alunno di 13 anni all’istituto Verga di Roma.
Cosa è accaduto dopo?
«Un altro mio studente, dall’ultimo banco si è lanciato su di lui per difendermi. Lo ha preso da dietro, lo ha bloccato e mi ha salvato. Non so cosa sarebbe accaduto se non fosse intervenuto: è uno straniero di origini congolesi e fin dal primo giorno nella nostra scuola si è distinto per educazione».
È riuscita a spiegare cosa è accaduto?
«Da quello che sono riuscita a ricostruire, ha covato rabbia per tutta l’estate perché gli avevo dato due debiti. Ha covato rabbia e ha studiato un piano per vendicarsi. Quello che mi sciocca è che stiamo parlando di un ragazzo di 13 anni ma c’erano stati dei segnali».
Quali segnali?
«Lo scorso anno l’ho visto cambiare. Tante volte ho provato a parlare con lui ma era un muro, non voleva aprirsi.
Anche la famiglia si era resa conto che qualcosa non stava andando ma forse, non sono stati all’altezza della situazione che era già grave per questo ragazzo».Ha paura di rientrare a scuola?
«No. Se potessi rientrerei anche domani ma devo aspettare, come hanno detto i medici almeno dieci giorni. Quello che posso dire è che ho già perdonato questo ragazzo ma non possiamo ignorare che abbia dei problemi e che va seguito».Ha già parlato con lo studente che l’ha salvata?«Ancora no, ma è la prima cosa che farò».
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