Reni, fegato e cornee potranno adesso offrire una nuova speranza a pazienti in attesa di trapianto.
di Gabriele Giannone
Vittoria – Aveva appena 32 anni. È morta all’ospedale “Guzzardi” di Vittoria dopo un coma post-anossico, ma la sua vita continuerà attraverso altre vite. La giovane aveva infatti espresso ai propri familiari, quando era ancora in vita, la volontà di donare i suoi organi dopo la morte. Una sorta di lascito testamentario che la famiglia, nel momento più doloroso, ha voluto rispettare.
Dopo l’accertamento della morte, è stata quindi attivata la complessa macchina della donazione. Reni, fegato e cornee potranno adesso offrire una nuova speranza a pazienti in attesa di trapianto.
Le operazioni di prelievo sono state effettuate questa mattina al Guzzardi con l’intervento dell’équipe specializzata dell’ISMETT di Palermo e il coinvolgimento dei sanitari dell’ospedale di Vittoria. Nell’attività sono stati impegnati, tra gli altri, il direttore della Radiologia Filippo Alberghina e il facente funzioni dell’Anestesia e Rianimazione Giuseppe Risalvato. L’intera procedura è stata coordinata dalla Direzione sanitaria del Guzzardi, guidata dal dottor Giuseppe Algieri.
Un lavoro delicato, nel quale alla grande professionalità degli operatori sanitari si è accompagnato il valore umano di una scelta maturata dalla giovane quando era ancora in vita e custodita dai suoi familiari.
«Di fronte alla morte di una ragazza così giovane ogni parola rischia di essere insufficiente – dichiara il direttore generale dell’Asp di Ragusa, Giuseppe Drago –. Alla sua famiglia va la vicinanza dell’intera Azienda. A loro va anche il nostro grazie per avere avuto la forza, in un momento di dolore immenso, di rispettare la volontà della loro cara. Donare gli organi significa trasformare una tragedia in una possibilità di vita per altre persone. Ringrazio inoltre tutte le équipe e gli operatori che hanno reso possibile questo percorso con professionalità, sensibilità e rispetto».
Proprio l’Asp di Ragusa ha più volte sottolineato il valore della cultura della donazione. In occasione di un precedente prelievo multiorgano nel territorio, Drago aveva ricordato come ogni donazione nasca dal dolore ma possa trasformarsi in vita e speranza, grazie alla generosità delle famiglie e al lavoro corale degli operatori sanitari. (Sicilia Medica)
La notizia della morte della trentaduenne e della sua scelta ha suscitato profonda commozione a Vittoria. Nel dolore di una famiglia rimane un gesto di straordinaria umanità: aveva deciso che, se per lei non ci fosse stato più nulla da fare, qualcosa di sé avrebbe dovuto continuare a vivere negli altri.
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