di Redazione
Alle 4 di ogni pomeriggio la piccola Elena e sua madre Jessica sono andate a scuola insieme.
Elena ha solo sei anni, ma ha capito subito quanto fosse importante per la madre Jessica prendere la licenza media, conseguire un titolo di studio dell’obbligo che fosse valido in Italia.
“Per tutto l’inverno, ogni giorno, dalle quattro sino alle sette di sera, ho dovuto portare mia figlia con me a scuola – racconta Jessica, nigeriana di origine – anziché accompagnarla a giocare o a fare una passeggiata, Elena ha trascorso con me ogni pomeriggio seduta sui banchi: sono completamente sola in questa città e non avevo nessuno a chi lasciarla”.
Jessica è nata 32 anni fa a Benin City. Ricorda vagamente il viso di sua madre, che morì quando era ancora piccola. Fa fatica a ricordare i visi di tutte le mogli del padre, che negli anni successivi alla morte di sua madre ha messo al mondo 8 figli maschi e sette figlie femmine.
“A Benin City mi sono diplomata – racconta la nigeriana – e poi ho iniziato a lavorare in un supermercato. Otto anni fa sono partita per la Sicilia. Qui ho conosciuto il padre di Elena, ci siamo innamorati, poi come ogni cosa anche la nostra storia è finita e un anno dopo la nascita della piccola ci ha lasciati”. Adesso il suo ex convivente ha una moglie e due figli e vive in un’altra città della Sicilia. Ogni tanto passa dei soldi alla sua ex compagna. “Per il resto faccio da sola – racconta – facendo pulizie, lavorando nei ristoranti, ma purtroppo con una bimba piccola è impossibile lavorare come cuoca la sera”. Jessica ha deciso di frequentare la scuola serale, l’anno scorso, dopo aver ricevuto l’ennesimo rifiuto a una sua richiesta di lavoro in un supermercato.
“Un anno fa il proprietario di un supermercato mi ha chiesto se avevo la licenza media – racconta – e al mio diniego, mi ha detto che non potevo lavorare nel suo negozio. Così per disperazione mi sono iscritta a scuola”. Jessica ha frequentato ogni pomeriggio il corso serale, lavorando di mattina, facendo pulizie nelle case e negli uffici. “Ho sognato in tutti questi mesi di lavorare in un supermercato alla fine di questo percorso: spero di farcela con questo pezzo di carta che mi sarà dato fra pochi giorni” dice la donna. “Sono stata promossa”, aggiunge, mentre le brillano gli occhi. Ma negli occhi di Jessica si legge anche il timore che tutti i sacrifici e le rinunce fatte insieme alla figlia alla fine possano risultare inutili. “Ho paura di illudermi ancora una volta – conclude – e se fallisco anche quest’ultimo tentativo lascio Ragusa per sempre, non ho più sogni da realizzare in questa città dove se non conosci nessuno, non puoi realizzare alcun desiderio”.
Telenova
© Riproduzione riservata