Alla Galleria Montevergini
di Redazione
Siracusa – Noto, Siracusa, Palermo ma anche Salemi, la Porta della Bellezza di Librino a Catania e San Biagio Platani nell’ Agrigentino: il Padiglione Italia della Biennale di Venezia, in questo 150° anniversario dell’ Unità d’ Italia, invita gli artisti più rappresentativi dell’ Isola nelle sedi più dislocate ma anche più sensibili al contemporaneo. In Sicilia Vittorio Sgarbi, curatore del Padiglione Italia, intende unire la cultura dell’ antico all’ arte contemporanea, tradizione a innovazione.
La prima tappa del Padiglione Sicilia in Sicilia prende il via domani alla Galleria Montevergini di Siracusa, con trenta artisti della Sicilia orientale che esporranno le loro fino al 27 novembre.
«L’ idea di cominciare da Siracusa nasce dal fatto che qui c’ è una Galleria civica d’ arte contemporanea che da anni si impegna in questo ambito – dice Vittorio Sgarbi ideatore e curatore dell’ iniziativa – Siracusa ma direi anche Noto, con la sua straordinaria cattedrale appena restaurata,i cui bozzetti del giovane artista russo, che ha dipinto la volta della cupola e i quattro pennacchi sopra l’ altare, sono esposti alla Biennale di Venezia, a conferma che anche l’ arte religiosa è, in questo caso, arte contemporanea. Noto e Siracusa, con Palermo, hanno un turismo internazionale – aggiunge Sgarbi – dunque meritano un’ attenzione particolare». Nella Sicilia orientale, dunque, sono stati selezionati trenta artisti per un’ esposizione che intende rilanciare la stessa Galleria di Montevergini, che vanta tra i suoi primi direttori il critico siracusano Demetrio Paparoni. Ad esporre, da domani, saranno tra gli altri Giacomo Alessi, Francesco Balsamo, Carmelo Candiano, Giuseppe Colombo, Piero Zuccaro, Piero Roccasalvo, Franco Carlini, Girolamo Ciulla, Graziano Cecchini, Salvatore Paolino, Antonio Sciacca e Massimo Siragusa. E poi, il fotografo ragusano Giuseppe Leone e i catanesi Carmelo Nicosia, Enzo Indaco, Salvo Russo, Enzo Rovella, Carmelo Bongiorno, Rosalba Leonardi e Calusca. Le opere, scelte da un gruppo di esperti guidati dall’ assessore alla cultura, Mariella Muti, già sovrintendente di Siracusa, comprendono tutti i generi del contemporaneo dalla fotografia alla pittura, dalla scultura alla video-arte. «Gli artisti che espongono a Siracusa – commenta Ornella Fazzina, uno degli esperti che ha collaborato all’ allestimento della mostra – esprimono linguaggi differenti ed ognuno è portatore di una propria cifra stilistica. Il Gruppo di Scicli – aggiunge Fazzina – con Sonia Alvarez tocca delicate atmosfere figurative, mentre opere sospese tra una memoria di figurazione ed elementi archetipici caratterizzano l’ opera di Sandro Bracchitta». Tra le artiste, Lela Pupillo di cui vediamo astrazioni segniche e, sempre tra i siracusani, Alfredo Romano la cui opera si nutre di elementi poveri, concettuali e materici. Con Tranchino, invece, troviamo forme e cromìe legate ad una dimensione onirica ed evocativa. Nei lavori dei fratelli Brancato, Antonio e Tano, si coglie un certo espressionismo di nuova figurazione. «Nel gruppo catanese – puntualizza Fazzina – con Salvo Russo troviamo una pittura colta, fatta di citazioni classiche mentre in Nicosia la fotografia unisce rigore formale e ricerca contenutistica. Tra questi anche Calusca che presenta una pittura spiazzante ed ambigua nel suo mostrare-celare e, infine, Enzo Rovella con il suo narrare attraverso una figurazione astratta». Analoga iniziativa prenderà il via,a fine luglio, anchea Palermo, con altri trenta artisti della zona occidentale. Sedi non a caso scelte da Sgarbi perché al meglio proiettate in un dialogo con il territorio. Nelle città dell’ isola il Padiglione Italia rappresenta un momento di grande importanza per l’ arte contemporanea, su cui ancora non viene posta l’ attenzione che merita. Concentrare tanti validi artisti, appartenenti a diverse generazioni e con diversi linguaggi in varie sedi dell’ isola, offrirà al fruitore un ampio e variegato panorama di opere di alto livello tecnico e contenutistico, che la Sicilia produce. Sarà proprio Sgarbi, domani stesso, a partire dalle 20.30 dinanzi al Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio, nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia, a parlare di “L’ arte non è Cosa Nostra”, lectio magistralis su cui si incentra la filosofia del Padigliobe Italia a Venezia. «Caravaggio, essendo stato rivisitato e studiato solo a partire dal 1950 – conclude Sgarbi – è artista contemporaneo a tutti gli effetti. Tra tutti gli artisti è lui il più contemporaneo».
© Riproduzione riservata