Attualità
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16/01/2009 22:38

La Caritas iblea: L’altra faccia dell’immigrazione

di Redazione

L’immagine classica dell’immigrato è purtroppo spesso legata agli sbarchi che, con sempre maggiore frequenza, si registrano anche sulle coste della provincia iblea. Ma c’è un’altra faccia dell’immigrazione: una risorsa per il territorio e per l’intero Paese. Si tratta delle imprese che hanno come titolari di attività lavorative di nazionalità straniera. Pagano annualmente 5,5 miliardi di euro al fisco e 5 miliardi all’Inps. Sono alcuni dei dati che emergono dal volume “ImmigratImprenditori. Analisi del fenomeno. Analisi, storie e prospettive”, realizzato dalla Fondazione Ethnoland, con il supporto dei redattori del “Dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes”, presentato a Milano. In provincia di Ragusa gli immigrati imprenditori sono 487: 134 sono le donne. Sedici le imprese artigiane, mentre altre sono operative nei settori del commercio, ma anche dell’agricoltura e dell’edilizia. Un dato “medio” rispetto a quello siciliano, che è comunque più basso rispetto a quello nazionale. Le media nazionale, infatti, tra le imprese di proprietà di stranieri e quelle degli italiani è del 2,74 per cento: quella isolana, invece, è solo dell’uno per cento. Per quanto riguarda l’aspetto lavorativo, “le province che eseguono più assunzioni, fa notare nella sua relazione Vincenzo La Monica della Caritas, sono quelle di Ragusa, Messina, Palermo e Catania. L’inserimento lavorativo, come è naturale, determina la ripartizione delle comunità all’interno delle province. La comunità tunisina che è quella di più antica data in Sicilia, risiede soprattutto nelle province di Trapani e Ragusa dove molti tunisini svolgono i pesanti lavori nel settore agricolo e della pesca”. Il boom di nuove imprese di cittadini immigrati si è avuto, a livello regionale, nel 2005 e 2006 (con un +38 e un + 44 per cento).

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