Conti non pessimi ma dissidi tra i soci sarebbero all'origine della chiusura
di Redazione
Milano – La storica casa editrice milanese Hoepli è in crisi. Nei giorni scorsi è stata formalizzata ai sindacati la richiesta di cassa integrazione ordinaria per tutti i dipendenti (89), con una durata iniziale prevista di 13 settimane. Lo rende noto il sindacato Uilcom Lombardia, parlando di “fortissima apprensione”.
L’ipotesi di liquidazione
Mercoledì 18 febbraio i sindacati e l’azienda si incontreranno, ma gli occhi sono puntati soprattutto sul 25 febbraio, quando è calendarizzata un’assemblea straordinaria degli azionisti che, secondo alcuni, potrebbe deliberare la liquidazione volontaria della società. Il clima conseguente, secondo Uilcom, è di “estrema incertezza”.
Il sindacato chiederà “massima chiarezza sulla reale situazione finanziaria e sulle intenzioni della proprietà” e intanto chiede al Comune di Milano e a Regione Lombardia di monitorare la situazione “per evitare lo smembramento di un simbolo della nostra identità culturale”.
Il conflitto tra i soci
Sullo sfondo pare esservi un conflitto tra i soci: da una parte Ulrico Carlo Hoepli e i suoi tre figli Giovanni, Matteo e Barbara con il 75%, dall’altra i fratelli Nava con il 25%. Sarebbero attualmente in corso alcune trattative con un fondo internazionale per cedere la casa editrice o almeno il catalogo scolastico, che vanta una quota di mercato del 5% ed è quello più redditizio. In passato erano invece fallite trattative con Mondadori (che voleva comprare il 100% delle quote ma Nava non ha voluto vendere) e Feltrinelli.
“Non possiamo permettere che i conflitti tra soci o interessi legati alla plusvalenza dell’edificio di via Hoepli pregiudichino il futuro di cento famiglie e la sopravvivenza di un catalogo tecnico-scientifico unico in Italia”, afferma Uilcom, il cui segretario lombardo per l’editoria e industria Tommaso Argentiero parla di “elemento culturale fondamentale per il Paese”.
Il bilancio
L’ultimo bilancio di Hoepli contiene diversi segni meno: numero di libri stampati (circa 1 milione), novità (133 contro 138 del 2024), entrate della libreria (almeno -20%), ricavi (-8,5%), perdita di circa 1 milione di euro, nonostante una forte riduzione del costo del lavoro (-14,6%) e un patrimonio netto di 11,38 milioni.
La storia di Hoepli
Fondata nel 1872 dallo svizzero trapiantato a Milano Ulrico Hoepli, la casa editrice si è specializzata nei manuali tecnici e scolastici e si consolida nei decenni al vertice in Italia in questo settore. Nel 1935, con la morte del fondatore, la guida passò al nipote Carlo Hoepli. Insieme alla casa editrice fu sempre presente la libreria, aperta in Galleria de Cristoforis fin dal 1870 e poi trasferitasi in via Berchet e, nel 1945, in corso Matteotti, fino all’inaugurazione, nel 1958, della sede attuale di via Hoepli 5, progettata da Luigi Figini e Gino Pollini.
La guida della casa editrice resta in famiglia con Ulrico Carlo, nipote di Carlo. A partire dal 2017 si insedia la sesta generazione: al timone di Hoepli Barbara (presidente), Matteo (vice presidente) e Giovanni (amministratore delegato). La quota di minoranza è detenuta dai fratelli Nava, figli di Bianca Hoepli.
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