Cronaca
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07/02/2026 14:56

La coda del Boeing «gratta» sulla pista per centinaia di metri, l’errore dei piloti

Malpensa, il Boeing trasportava 400 persone

di Redazione

Milano Malpensa – Il 9 luglio 2024 un Boeing 777 della compagnia cileno-brasiliana Latam — con quasi 400 persone — ha danneggiato oltre 700 metri di pista dell’aeroporto di Milano Malpensa a causa dell’inserimento nel computer di bordo, da parte dei piloti, di parametri errati per il decollo. Dopo un anno e mezzo di indagini, l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) mette la parola fine su un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, se il velivolo non fosse riuscito a staccarsi da terra e a rientrare a Malpensa un’ora e dieci minuti più tardi.

L’esito dell’inchiesta evidenzia come i piloti abbiano sottovalutato, tra le altre cose, l’avviso del computer di bordo «V-Speeds unavailable», che indicava — in modo inequivocabile, secondo gli esperti — l’inserimento di dati errati o incoerenti e l’impossibilità, per il sistema, di calcolare correttamente le velocità di decollo.

Quel giorno estivo del 2024 il volo LA8073, operato con un Boeing 777-300ER e diretto a San Paolo (Brasile), aveva a bordo 398 persone: tre piloti, 12 assistenti di volo e 383 passeggeri. In cabina erano presenti il comandante-istruttore e responsabile del volo, un comandante «in formazione» e, alle loro spalle, un altro comandante con funzioni di supporto. Il rapporto sottolinea come le procedure siano state completate in circa un’ora, mentre sarebbe raccomandabile almeno un’ora e mezza, evidenziando così una certa fretta nelle operazioni pre-volo.

Tra i passaggi più delicati figura l’inserimento dei parametri nel computer di bordo per il calcolo delle velocità di riferimento per il decollo. Il calcolo dipende da tre valori fondamentali: lo «zero fuel weight» (il peso dell’aereo comprensivo di passeggeri e bagagli, ma senza carburante), il carburante presente nei serbatoi e il «take off weight», cioè la somma dei due. Ogni pilota utilizza un tablet con un software che, una volta inseriti i dati meteo, la pista di decollo e il peso dell’aeromobile, calcola le velocità di sicurezza, tra cui la V1 (oltre la quale non è più possibile interrompere il decollo) e la Vr, alla quale inizia la rotazione, cioè l’alzata del muso.
La procedura prevede che queste operazioni vengano effettuate in modo parallelo e indipendente. Poi i piloti confrontano i risultati per verificarne la correttezza. In quell’occasione, però, il comandante ha comunicato verbalmente un peso al decollo errato, inferiore di circa 100 tonnellate (228 invece di 328 tonnellate), che è stato così inserito su entrambi gli iPad. Questo ha prodotto valori identici nelle velocità calcolate, rendendo inefficace il controllo incrociato. Inoltre, il peso al decollo era stato ricavato sottraendo manualmente dal peso lordo il carburante stimato per il rullaggio, introducendo un ulteriore margine di errore.
Poco prima del decollo, le velocità calcolate dal computer di bordo non comparivano sui display: un’anomalia che è stata notata e commentata dall’equipaggio, ma che — sottolinea l’Ansv — non ha ricevuto la dovuta attenzione, anche a causa di «distrazioni operative» legate alle comunicazioni con la torre di controllo e all’improvviso anticipo dell’orario di partenza.
Alle 13:25 e 34 secondi la torre di controllo ha autorizzato l’equipaggio al decollo. Subito dopo il Boeing ha avviato la rincorsa lungo la pista 35L (sinistra). È in questa fase che una delle scatole nere ha registrato i primi dubbi dei piloti. «Non va… c’è qualcosa di strano! Non va!», ha esclamato uno dei comandanti alle 13:26 e 41 secondi. Ma a quel punto non c’era più margine di intervento: l’aereo aveva già raggiunto una velocità che imponeva il decollo. Alle 13:27 e 10 secondi il controllore di volo ha segnalato che durante la corsa è stato osservato un tail strike.
I piloti hanno quindi comunicato l’intenzione di effettuare manovre per lo scarico del carburante prima di rientrare in aeroporto e valutare i danni. Alle 14:36 il velivolo è atterrato nuovamente a Malpensa. Nella relazione dell’Ansv si legge che, nei circa 32 minuti di alleggerimento in volo, l’aereo ha scaricato 72 tonnellate di Jet A-1. I danni alla parte inferiore della fusoliera sono stati evidenti, ma i più gravi hanno riguardato la pista 35L, con una striscia lunga 723 metri e una profondità massima di sei centimetri.
A causa dei dati errati — sintetizza l’Ansv — l’aereo ha iniziato la rotazione prima di raggiungere una velocità sufficiente a garantire il corretto assetto di decollo. A quel punto la coda ha toccato la pista, vista l’assenza della spinta necessaria. L’errore di circa 100 tonnellate (99,625 per l’esattezza) ha infatti portato a velocità di riferimento inferiori tra i 52 e i 59 chilometri orari rispetto a quelle realmente necessarie. Il vettore è in seguito intervenuto con alcune manovre correttive, risolvendo le criticità evidenziate dall’incidente.