Lettere in redazione
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28/01/2009 18:59

La Consulta di Cava d’Aliga, la democrazia sopraffatta dai regolamenti

di Redazione

Scicli – Per puro gusto di conoscenza, desidero raccogliere alcuni tralci della mia recente “storia politica”.  

Con piacere, ho accettato la richiesta di alcuni Residenti cavadalgesi a candidarmi per le elezioni della locale Consulta: l’intenzione, naturalmente, era quella di veder funzionare a dovere questa bella istituzione Democratica e di costruire un rapporto collaborativo tra i Cittadini della Borgata e gli Amministratori (al momento assai sfilacciato), tentando un’inversione di rotta rispetto ad un ormai diffuso senso di rassegnazione nei riguardi delle Istituzioni. L’idea era di recepire e sviluppare gli importanti compiti che alla Consulta sono assegnati: esprimere pareri circa le delibere comunali, lanciare nuovi progetti, proporre soluzioni concrete ai problemi, promuovere incontri e dibattiti, controllare la qualità dei servizi; insomma, dedicare tempo e impegno a favore del Territorio, cercando di migliorare la qualità della vita dei Residenti della Borgata e di offrire un’immagine migliore ai moltissimi Ospiti estivi. 

Alle consultazioni del dicembre scorso hanno partecipato al voto 395 Residenti, raggiungendo il “quorum” necessario per l’elezione dei Membri della Consulta: personalmente, ho raccolto 110 preferenze, risultando di gran lunga il più votato; dopo di me, Saverio Iacono con 85 preferenze, (noi due rappresentiamo la maggioranza assoluta dei votanti!) e poi, a seguire, Arrabito, Aprile e Morana, fino ai giovani  Ficili (15 voti) e Giovanna Aprile (12 voti). 

Alla luce della votazione, ho invitato gli altri Membri eletti ad una riunione, visto che non conoscevo e non ero conosciuto da alcuno: al Centro Incontro, dopo i soliti convenevoli, Saverio Iacono propone di esprimere un voto unanime sul mio nome, per la carica di vice Presidente, precisando che solo una Consulta unita e determinata avrebbe avuto successo, viste anche le precedenti negative esperienze. Giovanna Aprile si dice d’accordo; io dichiaro di voler essere democraticamente un “primus inter pares”, auspicando un fattivo coinvolgimento di tutti.

Al contrario delle aspettative (legittimate dalle urne), però, gli altri eletti escogitano pretesti per imbastire discussioni e contestazioni che non è più stato possibile ricomporre. 

L’uomo delle serre ha ripetutamente affermato di non fidarsi di me, essendo io uno “straniero”, e a nulla è valso spiegargli che, di una persona, non conta la provenienza geografica, ma le idee, la volontà, la determinazione, la capacità di “vedere” i problemi e di ascoltare la gente.  

L’uomo di cultura (così si è definito, dicendo di leggere molti libri) mi ha paragonato ad un pupo siciliano, perché avrei alle spalle svariati e pericolosi “pupari”… Nonostante la nobile tradizione dei pupi (i quali sono , lo ricordo, Patrimonio dell’Umanità come le Città del Barocco) ), ho creduto che il paragone fosse inutilmente dispregiativo: l’offesa alla mia intelligenza, ignorata dal suddetto, mi pare chiara, anche perché 110 pupari cavadalgesi mi paiono davvero troppi!! 

Preoccupato, l’uomo dei tornei di calcetto ha apoditticamente sostenuto di essere già stato vittima, nella precedente Consulta, di pesanti affronti (?) che avrebbero messo in discussione la sua nota esperienza organizzativa. Inoltre, per sua stessa ammissione, non si capacitava di come un immigrato del Nord, potesse conoscere e capire i problemi della Borgata (i quali, peraltro, sono moltissimi, sotto gli occhi di tutti,  irrisolti da anni). 

A conclusione di questa brutta e amaramente esilarante storia, il 21 gennaio scorso è stato eletto vice Presidente, con i voti strumentali dei tre Membri sopra descritti,  il Ficili, che mai (da buon ultimo) ha preso posizione o proferito parola nei tanti incontri preparatori di questa singolare Consulta. 

Per rispetto dei Cittadini della Borgata che ci hanno dato fiducia, e delle elementari regole della democrazia, Giovanna Aprile, Saverio Iacono ed io abbiamo ovviamente rassegnato le dimissioni. 

Questa Consulta “azzoppata” dovrebbe segnalare l’urgenza con la quale occorre procedere alla modifica radicale del relativo regolamento, incredibilmente capace di rovesciare il voto democratico in virtù di accordi comunque meno chiari della volontà dei Cittadini. 

kurt belluta.  

Cava d’Aliga, 28.01.2009