Un documento dei Giovani Democratici e della Fabbrica di Nichi
di Redazione
Scicli – Nell’arcano mondo in cui vive la giunta Venticinque non abbiamo ancora potuto capire dove si collocano o, per meglio dire, in quale remoto angolo dell’agenda amministrativa vengano relegate le politiche giovanili.
Diciamo ciò perché negli ultimi due mesi e mezzo abbiamo avuto modo di confrontarci con l’assessore al ramo, Angelo Giallongo, a proposito di un argomento che ci sta a cuore: l’istituzione della Consulta giovanile. E abbiamo potuto constatare come a tutti noi l’assessore sia sembrato inizialmente abbastanza spaesato e privo di un programma serio e propositivo per i giovani e per le politiche giovanili in città. Poi, al termine di un incontro avuto Martedì 8 Marzo, alla proposta di costituire la Consulta giovanile a Scicli, lo stesso aveva comunque preso l’impegno di dar vita entro la fine del mese di Marzo alla Consulta. Ci siamo rallegrati, quindi, per aver finalmente trovato un interlocutore attento che desse seguito alle richieste provenienti dal basso.
Dopo più di due mesi, invece, sembra ancora che l’assessore navighi a vista. L’unico segnale di vita che ci è stato inviato risale a Martedì 5 Aprile, quando la città si è risvegliata tappezzata da manifesti dell’amministrazione comunale con diversi avvisi, tra i quali quello indicante la volontà, da parte dell’amministrazione stessa, di rinnovare la Consulta giovanile. Nell’avviso si invitavano tutte le associazioni, movimenti e realtà giovanili che operano direttamente o principalmente nell’animazione socio-culturale del mondo giovanile, a presentare entro quindici giorni istanza di iscrizione alla lista dei facenti parte della costituenda Consulta, specificando il nome dell’eventuale rappresentante in seno alla Consulta stessa.
Finalmente, dopo settimane di attesa, qualcosa pareva muoversi. Ma le speranze sono però nuovamente disattese. Non si hanno notizie, infatti, sui successivi passaggi propedeutici alla sua “messa in funzione”, tra cui il vaglio delle domande di partecipazione pervenute, né tantomeno si sa quando dovrebbe esserne convocata la prima seduta.
Si è soltanto capito che necessita un aggiornamento del regolamento che disciplina la Consulta, risalente al 1998. Questo aggiornamento era stato inserito nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 18 Aprile, e ciò era servito a rincuorare gli animi dei tanti giovani che attendono sviluppi, in quanto si pensava che dopo questo passaggio e la deliberazione del consiglio, l’assessore avesse provveduto alla convocazione dei rappresentati nominati per la prima seduta della Consulta.
Ancora una volta così non è stato, poiché il Consiglio Comunale è stato prima rinviato, poi decaduto, per mancanza del numero legale. Tutto ciò a causa di due altri scomodissimi punti all’ordine del giorno: ovvero le mozioni di indirizzo presentate dai consiglieri di opposizione, riguardanti l’aumento della Tarsu e del canone idrico. Riconvocato il Consiglio Comunale, con lo stesso ordine del giorno, per il 9 Maggio, si presenta lo stesso problema. La maggioranza è assente e il Consiglio viene rinviato alla sera successiva quando, finalmente, pur essendo la maggioranza nuovamente assente, il numero legale è garantito da un solo consigliere, e le due mozioni possono essere approvate. Subito dopo, il colpo di scena: il consigliere che consentiva di garantire il numero legale si assenta e fa decadere la seduta, rimandando così alle calende greche la trattazione del punto sul regolamento della Consulta giovanile.
Di fronte ad un simile penoso spettacolo tutti i cittadini possono trarre le loro impressioni ma, per quanto ci riguarda, ci limitiamo a chiedere con forza all’assessore se ha veramente intenzione di istituire e convocare la Consulta giovanile in tempi celeri, cosa di cui cominciamo seriamente a dubitare, e che tempi e modi preveda per i passaggi necessari.
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