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05/06/2013 15:09

La festa di San Pietro a Modica nel segno del Concilio

E del Papa buono

di Maurilio Assenza

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La statua di San Pietro
La statua di San Pietro

Modica – Quest’anno la festa di S. Pietro, Patrono di Modica, sarà vissuta nel  ricordo del Concilio Vaticano II e di Giovanni XXIII, il “papa buono” che lo  promosse. A cinquant’anni dall’inizio di quel sorprendente evento e dell’enciclica  “Pacem in terris”, si vuole vivere questa felice ricorrenza con gli occhi  dei bambini, ricolmi di meraviglia e attesa. Ma anche con lo sguardo di  testimoni del Vangelo – nel ventennale della loro morte – come il Vescovo  don Tonino Bello, fulgido esempio della non violenza evangelica, e del Beato  martire don Giuseppe Puglisi, difensore dei poveri e dei piccoli, ucciso a  Brancaccio per mano mafiosa in odio al Vangelo; o come il nostro  concittadino Nino Baglieri, l’atleta di Dio, apostolo instancabile dal letto  della sua sofferenza dell’amore del Signore. La festa cristiana deve portare 
sempre ad un ringiovanimento evangelico delle comunità e all’impegno per la  promozione della giustizia e della pace. Certo, la crisi economica che 
stiamo attraversando e il venir meno dei contributi economici delle  istituzioni preposte non permettono di organizzare una festa in grande  stile. Eppure questa circostanza ha anche dei risvolti promettenti. Ha  aiutato a pensare e programmare la festa, secondo la consapevolezza che sta  prendendo sempre più forma nel nostro Vicariato di Modica, all’insegna della  sobrietà creativa, del coinvolgimento di tutti e della fraternità che si fa  incontro gioioso e tenda accogliente per quanti portano il fardello – le  tante famiglie – di questa difficile crisi sociale ed economica. E così il  Vangelo che riceviamo con gratitudine dal Signore continuerà ad essere per  molti fonte di sicura speranza e germe fecondo del regno di Dio nel mondo. 
La visita e la celebrazione eucaristica nei quartieri della parrocchia, con  le serate di fraternità, la presenza nelle case dei nostri anziani e  ammalati, permetteranno di gioire, sperare e soffrire con loro, di  consolidare relazioni belle e significative tra le diverse generazioni, di  arricchirci del volto dell’altro che è riverbero e immagine di Dio. In  particolare quest’anno l’illuminazione artistica sarà realizzata con l’iniziativa  “Accendi una luce” (una luminaria!) al balcone delle case e davanti ai  negozi. La somma risparmiata verrà devoluta al Fondo di solidarietà per  sostenere le famiglie delle Piccole Imprese e degli Artigiani colpite dalla  grave crisi economica, e per il supporto economico delle Case di pronta  accoglienza del progetto vicariale Il Portico di Betsaida che ha permesso  già di ospitare parecchie persone e famiglie.