Cultura
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18/08/2011 19:42

La galea di Kamarina

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Gli studi dell'archeologo Giovanni Di Stefano

di Saro Distefano

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Kamarina
Kamarina

Ragusa – La nave affondata a pochi metri dalla costa di Kamarina è il più antico relitto di galea esistente nel Mediterraneo.

A patto, però, di poter confermare l’attuale ipotesi, ovvero che la galea facesse parte della flotta del Duca Roberto d’Angiò, colpita da una tempesta di libeccio nell’estate del 1301. A questa conclusione è giunto Giovanni Di Stefano, l’archeologo Direttore del Parco Terracqueo di Kamarina, riferendo nella terza ed ultima conversazione da lui tenute nella Piazzetta Torre a Punta Secca, su iniziativa del Comune di Santa Croce Camerina. La nave scoperta e approfonditamente studiata – grazie soprattutto all’ottimo stato di conservazione e alla poca profondità del fondale in quel punto – ha infatti convinto tutti gli archeologi che ne hanno studiato le caratteristiche tecniche e costruttive relativamente alla catalogazione tra le galee (e precisamente tra quelle “leggere”, costruite in migliaia di esemplari, soprattutto da Venezia, nel corso di almeno quattro secoli).

E siccome la storiografia ufficiale ha tramandato – accertandola – la presenza della flotta del Duca Roberto d’Angiò all’ancora davanti Kamarina per la campagna militare contro i siciliani che si erano ribellati durante il Vespro, la possibilità che quella nave facesse parte delle ventidue affondate durante la tempesta, significherebbe poterla datare con precisione. Per l’appunto, l’estae del 1301. in quel caso sarebbe la più antica galea conosciuta nel Mediterraneo, posto che quella attualmente considerata la più antica è stata ritrovata al centro della laguna veneziana ed è stata datata tra il 1315 e il 1348.

L’eventuale approfondimento di fonti anche archivistiche – oltre che, naturalmente, archeologiche – potrebbe riservare questa notevole sorpresa agli appassionati, conferendo a Kamarina un ennesimo motivo di orgoglio, anche se solo “scientifico”.