di Redazione
“San Biagio può restare aperta un altro mese, al massimo due, ma solo per Scicli e solo per consentire il post mortem”.
La giunta comunale ha deliberato una direttiva, in risposta alla richiesta del presidente dell’Ato Ambiente Gianni Vindigni, precisando che, a parere dell’amministrazione, è possibile che la discarica di San Biagio resti aperta un altro mese, al massimo due, al fine di consentire il riempimento della vasca in esercizio, “condicio sine qua non” sarebbe impossibile iniziare le procedure del post mortem, ovvero la bonifica del sito.
La giunta ha deliberato in assenza del primo cittadino, impegnato a Stoccolma e a Londra per una fiera turistica promossa dalla Provincia, mettendo i paletti: dal primo marzo Modica, Pozzallo e Ispica non potranno più conferire nella discarica comprensoriale di San Biagio. Lo spazio disponibile deve essere riservato solo a Scicli. La vita della discarica è destinata a essere protratta per un mese o due al massimo.
Anche perché, in caso contrario, basterebbe una sola settimana per colmare e saturare lo spazio ancora disponibile prima di dare il via alle procedure di bonifica indicate con il post mortem.
Intanto, monta la protesta contro una possibile decisione di segno opposto che il Cda dell’Ato Ambiente potrebbe prendere in queste ore.
In tal caso si riproporranno le barricate già viste davanti ai cancelli l’11 settembre scorso. Sia i partiti della sinistra, che gli studenti delle scuole medie superiori, che Patto per Scicli, con a capo Franco Susino, hanno annunciato la protesta, pacifica ma ferma, contro la volontà dell’Ato di consentire ai tre comuni conferitori di continuare a conferire i rifiuti a Scicli.
Anche perché in questi mesi nessun bonifico è arrivato da Modica, Ispica e Pozzallo nei confronti di Scicli, e questo rende oggettivamente complicato giustificare un atteggiamento di benevolenza nei confronti degli amministratori dei Comuni del comprensorio. Il credito vantato da Scicli è di tredici milioni di euro.
Le prossime ore saranno decisive per comprendere se si arriverà anche stavolta al muro contro muro o se la mediazione politica suggerirà un diplomatico compromesso che consenta di scongiurare le scene viste alla fine della scorsa estate davanti ai cancelli di San Biagio, con uno spiegamento di forze dell’ordine imponente e momenti di tensione fra i manifestanti.
Anche perché dai vertici dell’Ato era arrivata assicurazione che dal 1 marzo San Biagio sarebbe stata definitivamente chiusa. Sia per Scicli che per i tre comuni del comprensorio modicano.
© Riproduzione riservata