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27/04/2026 23:42

La grazia a Minetti e le ombre sull’adozione, Quirinale a Nordio: «Supposta falsità, urgenti verifiche»

Un’inchiesta del «Fatto Quotidiano» mette in difficoltà Mattarella.

di Redazione

Roma – Il Quirinale ha inviato una lettera al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in cui chiede di verificare se le notizie che continuano a uscire in merito a Nicole Minetti, alla quale il presidente Sergio Mattarella ha concesso la grazia, siano vere.

Senza citare alcun mezzo di informazione e in particolare il Fatto Quotidiano che ha rivelato particolari sullo stile di vita della ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, dal Colle si spiega che «la lettera è partita in seguito a notizie di stampa dalle quali emergerebbe la sussistenza di circostanze diverse da quelle rappresentate al presidente della Repubblica con la domanda di grazia».

 

«Il Quirinale non ha strumenti di indagine autonomi»
A chi si chiede perché il Quirinale non abbia fatto verifiche prima di firmare l’atto di clemenza, i collaboratori del presidente rispondono che il capo dello Stato non dispone di autonomi strumenti di indagine per accertare i fatti. E si basa, dunque, sul parere (favorevole) del procuratore generale e del ministero della Giustizia: «In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa».

L’inchiesta del «Fatto Quotidiano» e le ombre sull’adozione
La ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, condannata a 2 anni e dieci mesi per favoreggiamento della prostituzione nell’inchiesta Ruby-bis e a un anno e un mese per peculato nella cosiddetta Rimborsopoli lombarda, ha ottenuto la clemenza presidenziale per ragioni umanitarie lo scorso 18 febbraio. Ma un’inchiesta choc molto circostanziata del Fatto Quotidiano racconta una storia molto diversa da quella che Minetti e i suoi legali hanno descritto nella domanda di grazia. Il punto centrale dell’inchiesta giornalistica, firmata da Thomas Mackinson, riguarda il bambino «gravemente malato» che Minetti ha adottato con il compagno Giuseppe Cipriani.

L’istanza di clemenza ha presentato il figlio della coppia come privo di legami affettivi, in quanto abbandonato alla nascita. Ma il Fatto, consultando gli atti del Tribunale di Maldonado, in Uruguay, ha scritto che i genitori naturali del bambino sono vivi e che Minetti e Cipriani avrebbero fatto una causa per togliere la patria potestà al padre e alla madre biologici. Ed è solo l’inizio.

Perché stando sempre all’inchiesta del quotidiano diretto da Marco Travaglio, l’adozione sarebbe maturata in un contesto non chiaro, di povertà, risvolti oscuri e possibili irregolarità.

Lo scenario è quello della tenuta «Gin Tonic» di Punta del Este, in Uruguay, dove Minetti avrebbe continuato a fare una vita molto simile a quella del caso Ruby. Titolo del Fatto del 25 aprile: «Feste e squillo». Sommario: «Nel ranch cellulari vietati. Per alimentare il traffico di sesso a pagamento un sistema di corruzione che oggi è nel mirino del governo uruguaiano».

I primi esiti delle verifiche «entro 24 ore»
Il ministro della Giustizia Nordio, dopo la lettera di Mattarella, ha avviato accertamenti. La risposta del ministero è arrivata a stretto giro: le verifiche sono già state avviate e «un eventuale primo esito potrebbe arrivare entro le 24 ore».

Gli uffici del ministero della Giustizia stanno effettuando accertamenti con la procura generale della Corte di Appello di Milano, da cui è arrivato il parere favorevole. A firmarlo è stato il sostituto Gaetano Brusa

E proprio Brusa all’Ansa ha dichiarato: «Abbiamo avanzato la richiesta, come Procura generale, e siamo in attesa del ministero della Giustizia, di ricevere l’autorizzazione a svolgere ulteriori accertamenti sulla base di quanto sta emergendo». La procura di Milano è in attesa ora delle delega del ministero per svolgere ulteriori accertamenti anche all’estero.

In base alla legge italiana il provvedimento di clemenza del Capo dello Stato può essere revocato se si verificano alcune condizioni: ad esempio il venir meno dei requisiti che avevano portato alla concessione della grazia, in questo caso la necessità di prestare cure a un minore malato.

La grazia e la vicenda personale di Minetti
Mattarella ha firmato la grazia lo scorso febbraio; per due mesi non se ne è saputo nulla. Nei giorni scorsi, lo scoop del programma Mi manda RaiTre, in tandem con il Fatto Quotidiano, ha rotto il muro di riserbo e scatenato la reazione dei social. A quel punto il Quirinale ha sentito l’esigenza di chiarire e spiegare, con una nota ufficiale.

Due gli aspetti oggetto della precisazione. Il primo è che la concessione dell’atto di clemenza «si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore» della donna, che ha bisogno di «assistenza e cure particolari presso ospedali altamente specializzati». Le norme che tutelano bambini e adolescenti, a cominciare dalla Carta di Treviso, non hanno consentito al Colle di dire di più sulla salute del parente stretto di Minetti ed è per questa ragione che il Quirinale questa volta non ha seguito la prassi e non ha comunicato la grazia.

L’altro aspetto che Mattarella vuole sia chiaro è che nel nostro ordinamento la grazia non è un atto di clemenza personale: il presidente non è un sovrano e non decide da solo. L’avvocato di Minetti ha inoltrato la domanda al ministero della Giustizia e l’istruttoria, durata mesi, si è chiusa con il parere positivo e la firma del ministro Carlo Nordio. Come scritto nella nota del Quirinale, il procuratore generale della Corte d’Appello si è espresso favorevolmente, «in un ampio parere». A quel punto — letta anche la relazione molto circostanziata dell’alto magistrato competente — il capo dello Stato ha firmato l’atto.

Il riserbo sulla salute del minore
Al Quirinale mantengono riserbo assoluto sul minore il cui stato di salute è motivo dell’atto di clemenza per motivi umanitari. Ma nel mondo politico è noto che Minetti periodicamente accompagna (per le cure) negli Usa il figlio gravemente malato.

La replica di Minetti
Le informazioni diffuse sono «prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione personale e familiare». Lo afferma Nicole Minetti in riferimento agli articoli del Fatto Quotidiano, annunciando di aver dato mandato ai propri legali affinché «procedano con formale diffida nei confronti dei giornalisti e della testata dalla diffusione di ulteriori notizie false, diffamatorie e lesive».