Attualità
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11/06/2008 16:08

La lettera di commiato del sindaco Falla

di Redazione

“In questi anni Scicli è cambiata,
è più conosciuta, è più visitata. E’ cresciuto il valore della città”.
Inizia così la lettera di commiato del sindaco di Scicli, Bartolomeo Falla, dopo dieci anni di amministrazione.
“Al termine di questi dieci anni mi sembra opportuno un breve bilancio del mio servizio di Sindaco per la città. Uso il termine “servizio”: riassume il modo in cui ho inteso svolgere la mia attività amministrativa a vantaggio dei cittadini tutti. Di quelli, e sono stati tanti, che mi hanno votato, e degli altri che non hanno accolto la mia proposta. Tanti erano i miei propositi e le mie speranze: non tutto ciò che speravo di realizzare si è potuto concretizzare. Non parlerò delle varie ragioni che sana state di ostacolo alla azione amministrativa, della opposizione politica, interna ed esterna, del formidabile freno rappresentato dalla burocrazia, specialmente regionale.
A voi, giustamente, interessa ciò che è stato fatto. Ringrazio le persone che mi hanno aiutato in questi anni, e sono state tante, in particolare tutti gli assessori, per l’impegno profuso, per la correttezza e il rapporto amichevole che insieme abbiamo instaurato. Un ringraziamento pubblico va alla mia famiglia, che mi è stata sempre vicina e mi ha sostenuto. Ringrazio i dipendenti comunali: i tanti che, con passione e dedizione, giorno per giorno, affrontano i loro impegni consapevoli di operare per i cittadini, veri proprietari delle istituzioni pubbliche; un saluto amichevole anche a quelli che hanno smarrito il senso del lavoro e stancamente vanno avanti. In questi anni Scicli è cambiata, e cresciuto il valore della città.
L’inserimento nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco e la fortunata serie del Commissario Montalbano sono state fra le ragioni della visibilità conquistata. I finanziamenti, per un ammontare di circa 100 milioni di euro, che siamo riusciti a ottenere e a spendere, non hanno confronti nella nostra storia recente.
Sono consapevole dei tanti problemi della nostra città, sono i problemi del profondo Sud, della questione Meridionale, della crisi dell’agricoltura, della marginalità infrastrutturale, della disoccupazione giovanile e femminile, dell’immigrazione, del clientelismo asfissiante. In questo contesto ho lavorato per migliorare la vivibilità di Scicli”.