Lettere in redazione
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14/06/2008 14:41

La lettera di un precario: Reale stabilità e dignità lavorativa

di Redazione

Venerdì sera, passeggiando per la città, tutti i miei amici si fermavano per farmi gli auguri, ed io ogni volta a ritrarmi, spiegando, non mi chiamo Antonio! In realtà volevano congratularsi per la cosiddetta “stabilizzazione”.
Credo che il Sindaco Falla di cose buone per la città di Scicli in 10 anni ne abbia sicuramente fatto, in caso contrario non avrebbe ricevuto un secondo mandato. Ma riguardo ai precari non ho dubbi. Ci ha quasi ignorato!
Siamo stati utili nel momento del bisogno: qualche ora in più agli ausiliari del traffico durante l’estate, ci sono i turisti; qualche ora in più nel settore tributi all’approssimarsi delle scadenze tributarie; ecc.. In tutti questi anni si sarebbe potuto/dovuto fare tutto il possibile, che consentisse un progressivo, stabile, aumento del monte orario per tutti i lavoratori!
Dopo quasi 20 anni, 3 concorsi, 4 amministrazioni (Commissari, Lonatica, Padua, Falla), dobbiamo essere soddisfatti di una “stabilizzazione” a 18 ore, che peraltro, l’ultima finanziaria, ha reso possibile con pochi sforzi?
E i sindacati? I sindacati devono essere al fianco dei lavoratori, è sempre stato così. Ma devono essere al fianco dei lavoratori più deboli, dei lavoratori precari. A Scicli non è stato così! Certo, in questi anni abbiamo assistito a centinaia, centinaia e centinaia di incontri sindacali. Parole, parole, parole. Perché i precari di Ragusa e Modica riescono a lavorare 25/30 ore?
Siamo all’interno di tutti gli uffici, in alcuni settori sono più i precari che gli impiegati a 36 ore. Di norma lavoriamo dalle 8,30 alle 13, l’orario in cui si riceve il pubblico. I cittadini non fanno la differenza, anzi si stupiscono spesso di parlare con un lavoratore precario. Da 10/15 anni lo trovano sempre nella stessa scrivania.
10 anni fa, all’insediamento del Sindaco il Comune contava quasi 60 precari a 20 ore settimanali, oggi sono quasi 80 a 18 ore settimanali. Siamo invecchiati, 2 colleghe diventeranno nonne nei prossimi mesi e la situazione economica nazionale ed internazionale in questo decennio è peggiorata.
Il nuovo Sindaco, il nuovo Consiglio Comunale e le organizzazioni sindacali tutte, devono voltare pagina, avviare tutte le procedure per consentire un graduale aumento delle ore lavorative.
Fare il possibile, se necessario l’impossibile, affinché non accada tra 5 anni di trovarsi all’interno del Comune a distinguere tra lavoratori a 36, 30 o 25 ore.
Il nuovo Sindaco deve avere il coraggio e la forza per dare REALE STABILITA’ E DIGNITA’ AI LAVORATORI, che possano così, finalmente, cancellare per sempre dal loro vocabolario il termine PRECARIO.
                                                                                                   Lettera firmata